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i tifosi in trasferta

Gli “Arzan” nella gabbia di vetro per dar man forte ai biancorossi

VENEZIA. Chiusi nel gabbiotto di vetro o mischiati in tribuna, a soffrire in un mare di trombette e di cori, ma pronti a esultare con orgoglio. Erano sparuti ma ben visibili i tifosi biancorossi...

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VENEZIA. Chiusi nel gabbiotto di vetro o mischiati in tribuna, a soffrire in un mare di trombette e di cori, ma pronti a esultare con orgoglio. Erano sparuti ma ben visibili i tifosi biancorossi arrivati a Venezia per l'avvio della semifinale. Un gruppetto degli Arzan si è presentato come da tradizione da trasferta all'ultimo secondo, riempiendo l'ormai celebre gabbia di vetro dietro al canestro, circondati da un mare di magliette granata con i bordi dorati. Anche l'Umana, infatti, ha puntato a colorare il proprio palazzo, distribuendo a tutto il pubblico le t-shirt del colore sociale. Un'ulteriore carica per un tifo già di suo molto caldo, che ha fischiato, urlato e suonato trombette per 40 minuti, senza sosta, rinfacciano spesso a Reggio la vecchia nemica con Treviso. Fra gli spalti, mimetizzato fra i veneziani, qualche sostenitore biancorosso arrivato per conto proprio, fortunato a trovare tagliandi di tribuna all'ultimo minuto. E senza paura a mostrare la propria fede incuranti delle occhiatacce. (adr.ar)

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