La Grissin Bon affonda in laguna
Con una grande difesa e un attacco letale, nel terzo quarto Venezia mette le mani su gara 1
INVIATA A VENEZIA. La Grissin Bon affonda in laguna in gara 1 della semifinale scudetto. Incapace di chiuderla nella prima parte della sfida, quando la solita, fantastica, progressione di un pur febbricitante Kaukenas l’aveva lanciata, la formazione reggiana va in crisi nel terzo quarto davanti alla solida difesa dei veneziani, per poi non rialzarsi più. Ed è un ko che fa male, quello rimediato in un Taliercio rovente non solo per il tifo, che dovrà essere metabolizzato alla veloce, visto che domani sera si sarà di nuovo in pista per una gara 2 che questa volta non dovrà sfuggire.
Al via si punta su un quintetto alto con Silins da tre accanto a Cinciarini, Diener, Polonara e Cervi. E al via è Peric – uno che Reggio ha sempre sofferto – che fa esplodere il Taliercio. Di qua Diener ha mani caldissime che donano ai reggiani il vantaggio. L’intensità di gioco è all’altezza della posta in palio e, solo a fatica, Reggio riesce a tenere la testa avanti (9-5 dopo 3’ grazie al canestro di Cervi da sotto. L’ottima circolazione di palla consente ai veneziani di violare il canestro reggiano. Non molla, però l0Umana. Che con Viggiano resta attaccata (13-11 alla metà del quarto). Qui, per provare a prendersi la gara, Menetti mette sul tavolo i carichi pesanti: la coppia Kaukenas-Lavrinovic che aveva fatto stropicciare gli occhi nelle ultime due gare della serie con Brindisi. Venezia però non si lascia intimorire e trova dalla lunetta (fallo di “Big Darjus”) pareggia.
Punge, per fortuna, Rimas Kaukenas, e lo fa a ripetizione. I suoi 6 punti (3/3 da due) lanciano la Grissin Bon che non riesce ad approfittare del vantaggio per imprimere il proprio marchio sul match.
Con un quintetto troppo sbilanciato (Kaukenas viene fatto sedere e, oltre agli Splash Brothers, in campo ci sono Pini, Cinciarini e Lavrinovic), l'Umana ha compito piuttosto facile fino a raggiungere il 21 pari con cui s’arriva alla prima pausa. Il sorpasso veneziano è opera di Pietro Aradori, sbarcato in laguna giusto prima dei play off. Di nuovo pareggio con Chikoko dalla riga bianca e poi un botta e risposta - emozionante il giusto - che prosegue fino alla tripla spettacolare di Mussini che riscatta un paio d’ingenuità. Stone prima in avvicinamento, poi dalla riga bianca (evitabilissimo antisportivo di Diener) significano nuova parità. E poi l’incontenibile Phil Goss con uno dei suoi canestri per il nuovo vantaggio veneziano. Replica Lavrinovic. Ed è di nuovo parità (32 pari). Di nuovo botta e risposta con Menetti che inizia un balletto di cambi senza trovare la soluzione che possa far traballare Venezia. Tanto che è di nuovo parità alla pausa lunga (38 pari) che fotografa fedelmente le forze in gioco.
Si riparte e Menetti sceglie di lasciare i baby in panca e di puntare su un quintetto esperto, eppure si comincia a faticare troppo a rimbalzo. La difesa veneziana si fa ancora più intensa e per l’attacco reggiano tutto si fa terribilmente complicato. L’Umana sprinta veloce sul +6 e qui è Viggiano a stordire del tutto gli avversari con la tripla del 41-50.
Non resta che pescare dalla panchina Kaukenas (che nonostante la febbre insacca subito due preziosi gol) mentre Venezia trova prima Goss, poi di nuovo Viggiano per il doloroso +10 (55-45). Ci mettono un cerotto Lavrinovic (da sotto) e Polonara da tre, ma il pallino resta assolutamente nelle mani degli uomini di Recalcati, più lucidi dei reggiani in fase di costruzione di gioco e chirurgici dai 6.75, mentre a Menetti non resta che rifugiarsi nella zona per fermare la fuga veneziana.
All’ultima pausa, dopo che il tiro scoccato dall’arco di Jarrius Jackson è svirgolato provvidenzialmente fuori, Reggio arriva su un deprimente -9 (58-67).
Venezia viaggia a mille anche all’inizio del periodo decisivo. E la Grissin Bon è in evidente affanno. A tenerla a galla la tripla super di Polonara, prima che Chikoko commetta anche il quinto fallo, così che l’Umana dalla lunetta può rimettere Reggio indietro di 10 lunghezze.
Non ce la fa proprio, la Grissin Bon, ad arginare l’attacco dei lagunari e va pure più volte in tilt davanti alla tosta difesa di casa. Nella seconda parte del quarto, con Venezia ormai galvanizzata, il divario si fa sempre più profondo, mentre Reggio colleziona ferri e lacrime. In gara 2, domani, la musica dovrà necessariamente cambiare.
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