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Colombo: «In noi c’è amarezza ma pure orgoglio e riconoscenza»

di Cristiana Filippini
Colombo: «In noi c’è amarezza ma pure orgoglio e riconoscenza»

L’allenatore: «I tifosi sono stati meravigliosi e se mi sarà data la possibilità ripartiremo dal loro affetto Dal dischetto abbiamo confermato la nostra allergia ma occorre anche elogiare la prova del Bassano»

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Alberto Colombo arriva in sala stampa e il sorriso che sfoggia non è sufficiente a nascondere la delusione. Anche se, con l'onestà intellettuale che lo contraddistingue, è il primo ad ammettere che la sconfitta non è colpa dei calci di rigore.

Non era una partita da chiudere quando vi siete trovati in superiorità numerica?

«Assolutamente – ammette il tecnico – anche se le forze non erano più quelle sufficienti per attaccare il Bassano. L'abbiamo fatto nella parte finale del secondo tempo supplementare quando abbiamo avuto una grande occasione con Beppe Alessi ma evidentemente era un segno del destino che doveva andare così. Detto questo non posso che fare un grande ringraziamento ai giocatori, allo staff, alla società e ai tifosi per questa splendida annata».

Qual è il sentimento che prevale in questo momento?

«Beh, in questi giorni ci sarà rammarico e tanta delusione però sappiamo quello che di buono abbiamo fatto, da dove siamo partiti e dove siamo arrivati. E' logico che in questo momento c'è pasrecchia amarezza».

Quanto brucia uscire ai rigori dunque senza sconfitta?

«E' destino che la Reggiana non vada d'accordo con i rigori. Contro il Bassano abbiamo purtroppo riproposto tutti il campionario della stagione. Però ho apprezzato chi si è assunto la responsabilità di tirarli. Dispiace perché usciamo dai play off imbattut».

Quanto ha influito l'infortunio di Andreoni?

«In mattinata aveva provato ed il responso era positivo, poi a fine riscaldamento ha alzato la mano. La scelta di Parola è stata dettata dall'esperienza. Gol ha parte, ha fatto una grande partita».

Cosa butta e cosa conserva di questa stagione?

«E' stato un anno fantastico ma se devo scegliere, scelgo gli ultimi due episodi. Lo spettacolo di domenica scorsa nel nostro stadio e la delusione per questo epilogo. Ma anche la gara col San Marino».

Cosa c'è nel futuro di Alberto Colombo?

«E' prematuro parlarne adesso vista la delusione del momento. Da parte mia c'è tutto l'interesse a rimanere. E' logico che la società prenda tempo, purchè non se ne prenda troppo perchè a quel punto potrei anche guardarmi intorno, ma non è quello che voglio. La preferenza è per Reggio anche perchè non credo che si possano trovare altre piazze come questa. Speriamo che tra un paio di giorni qualcuno mi chiami da Piazzale Atleti azzurri d'Italia»...

Cosa si può dire di quell'invasione a fine partita?

«Un'ulteriore dimostrazione di affetto. Hanno ancora una volta dimostrato un'intelligenza straordinaria, e questo è un altro episodio che mi porterò dentro. Facile quando la squadra vince fare festa, ma quando vedi svanire un grande obiettivo non è facile rimanere con certe idee».

Hanno cercato di consolarvi?

«Assolutamente. Io sono abbastanza freddo ma devo ammettere di essermi commosso. Mi sembra impossibile essere un emblema per questi tifosi».

Cosa vi hanno detto?

«Ci hanno ringraziato per la stagione e per quello che abbiamo fatto».

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