I tifosi consolano i granata
Una giornata perfetta: poi la debacle e le lacrime in campo
Era tutto troppo perfetto in quel di Bassano. Lasagnette agli asparagi per i più, grappino della staffa sul ponte degli Alpini, là dove “ci darem la mano”. Clima perfetto e una giornata splendida da passare in compagnia degli amici e in attesa della partita col Bassano.
Nello splendido centro storico della cittadina veneta, c'erano solo maglie granata di tifosi giunti in massa, un migliaio circa se non di più tra settore ospiti, tribuna e tifosi sprovvisti di biglietto, a mischiarsi ai tantissimi turisti.
Tutto troppo perfetto. La favola granata si è spenta ai calci di rigore, ma vogliamo ripartire proprio da qui, dall'ultimo decisivo penalty battuto da Iocolano che ha condannato la truppa di Colombo all'eliminazione. Ripartiamo da quest'immagine e dalla conseguente reazione dei tifosi reggiani assiepati nel settore ospiti: un attimo di scoramento e poi un grande, grandissimo, gigantesco applauso tributato a Ruopolo e compagni, a sottolineare l'attaccamento di questi splendidi tifosi alla squadra granata. Un sollievo piccolo, ma grandissimo nel gesto di un pubblico appassionato e presosi carico del tentativo di alleviare il dolore che pervadeva i giocatori granata.
L'immagine simbolo, almeno quella che ci è rimasta negli occhi, sono le lacrime di Angiulli, sdraiato in mezzo al campo, solo, ma comunque spogliato di maglietta e pantaloncini (così come tutti gli altri granata) dai tifosi, felici di portare a casa un cimelio di uno dei migliori calciatori della stagione.
Per il resto, ancora un incessante tifo per tutti i 120 minuti di calcio visto in campo. Nonostante una Reggiana non brillante e incapace di pungere pur con un uomo in più, la Sud, trasferita nel settore distinti del Mercante di Bassano, non ha mai smesso un solo minuto di concedere il proprio apporto agli undici in campo. Un solo striscione scritto per l'occasione (“Noi ti amiamo e per te combattiamo” firmato GV) e poi tante bandiere e maglie granata a colorare lo stadio veneto.
Tutto troppo perfetto, a parte il finale. Ma resta una gran stagione e un'immagine indelebile: i diecimila del Città del Tricolore e gli oltre mille di Bassano, perché non ce ne stavano di più.
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