Quei tremila cuori più forti e grandi della delusione
La cronaca del pomeriggio di passione granata davanti al maxi schermo di piazza Martiri del 7 Luglio
REGGIO EMILIA. L'amore ai tempi dei play off. Erano in tremila?
Forse meno ma chissenefrega, diremo tremila tutta la vita. E diremo passione, prima che delusione. Perché in Piazza Martiri del 7 Luglio, allo scoccare della sconfitta (ore 20.42, rigore di Iocolano), quello che echeggia davanti al maxi schermo è solo un grande applauso: i tremila del popolo granata salutano, anzi no, ringraziano i propri beniamini esausti; il cuore ha una sua memoria e nel fondo di tutti rimane il commovente ricordo di una stagione di belle emozioni, dolcemente prolungate fino a un condiviso sogno di mezza estate.
E' stata una giornata di sovreccitazione sportiva, in quella che ieri è stata Piazza Tifosi del 31 Maggio. Anzi no, una giornata di festa popolare. Ma se volete definirla domenica di orgoglio reggiano, fate pure.
Mezz'ora prima che il mega schermo si collegasse con lo Stadio Mercante per il calcio d'avvio di Bassano-Reggiana previsto per e 18, le maglie granata sono già centinaia. Il cuore della città pompa granata nelle vene.
Ore 17.47. La torcida conta un migliaio di anime, e si intona il primo coro: "Granata è una malattia, non un color". A proposito di tinte: c'è anche quella rossoblù del gruppo genoano Brutta Gente (Curva Sud dei Grifoni), amici storici che in serata siederanno sulle gradinate del Mapei.
Ore 18. Vengono sincronizzate le emozioni. Le statue sul cornicione del Valli osservano il palco come angeli custodi: oggi il maxi teatro è di qua.
Ore 18.19. Apriti gelo. Tanto per fare un gioco di Parola, sorvolato da quel pallone con cui Pietribiasi lascia Feola - e la piazza - di sale. E gli angeli custodi, che fanno? Guardano e basta? No, fanno, fanno… solo che non si chiamano angeli. Ma Angiulli.
Ore 18.40. Si riapre il cielo. Con un boato che scuote il centro storico. Il Bassano è riportato in semifinale. Tutti riprendono a saltare. Chi non lo fa è un parmigiano (o almeno così dicono. Anzi urlano).
Ore 18.54. Intervallo. Passa il sindaco. "Ci sarà da lottare fino alla fine; loro sono forti, ma ce la possiamo giocare".
Ore 19.23.- Reggio risuona di un altro boato. Ma è una simulazione: quella che costa il secondo giallo al bassanese Furlan e riporta tutti al Del Duca di Ascoli, dove si vinse dopo essersi trovati in superiorità numerica…
Ore 19.49. Tempo di straordinari, si va ai supplementari:
Ore 20.01. Bisogna fare qualcosa. "Beppe Alessi alè alè" si canta a gran voce. Colombo farà orecchie da Mercante? No, ha sentito. Passano quattro minuti ed entra in campo, spinto da acclamazione generale, il Principe Alexis.
Ore 20.30. Ultime grida dai supplementari. Cocente come uno schiaffo il rammarico per l'occasione di Petkovic. Volano dapprima imprecazioni, poi sensazioni malauguranti. E' l'amore ai tempi dei rigori. Quello che getta tutti nello sconforto al secondo penalty fallito e riporta in vita al secondo errore bassanese. E che fa scaturire l'applauso al colpo al cuore inferto da Iocolano. E' l'amore ai tempi della Regia.
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