Barilli e Vavassori rinnovano il patto
Verso una proprietà senza un azionista di riferimento, Mancini pronto a entrare
REGGIO EMILIA. Nelle prossime due settimane si arriverà a una schiarita, anzi a una convergenza d’intenti. Sul tavolo, inutile nasconderlo, c’è il passaggio di quote da Barilli (che oggi ha l’84%) a Vavassori per una quota del 34% e poi un altro 8% al gruppo Mectiles che salirà così al 16%. Così facendo, a meno di sorprese, nessuno avrà la maggioranza (Barilli il 50% e Vavassori-Mectiles 50%) e poi si potrà ragionare sulla possibilità di rafforzare ulteriormente la società con l’ingresso di nuovi soci. Non è un segreto che il presidente del San Marino Luca Mancini, attraverso l’amicizia con il vice presidente Sisto Fontanili, ha dato una sua disponibilità per entrare in società mettendo a disposizione del club anche dei giocatori di sua proprietà, almeno fino al 30 giugno. Sull’altro versante c’è sempre un discorso avviato con il gruppo Bitecnology ma anche con altri interlocutori. Si tratterà di capire se questo tavolo granata sarà a tre, quattro, cinque o sei gambe. Si sa che a sollevare un tavolo con più mani si fa meno fatica ma il difficile è trovare unità d’intenti e stilare un preciso programma di lavoro.
E’ ciò che chiede il digi Ferrara per avere pieni poteri operativi, sempre in sintonia con le direttive della proprietà ma in assoluta libertà di movimento. Poi a fine stagione si sottoporrà al giudizio degli azionisti. Serve fiducia, stima, unità d’intenti, se non proprio amicizia, tra i soci granata.
Una filosofia percorribile? Certamente anche se difficile ma fortemente invocata dai tifosi che ovviamente hanno toccato con mano cosa significa il nuovo corso Vavassori-Ferrara. (w.m.)
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