I tifosi consolano i giocatori in lacrime
Una scena da libro cuore che cancella ogni amarezza
REGGIO EMILIA. Non capita tutti i giorni, anzi non succede mai di vedere i tifosi consolare i giocatori in lacrime per una sconfitta.
La delusione di Bassano ha offerto anche questa immagine da libro cuore: i supporters granata che invadono il recinto di gioco non per contestare o sfogare la loro rabbia ma per abbracciare i vari Mignanelli, Angiulli, Vacca, Spanò, Sabotic e tanti altri granata che non riuscivano a trattenere le lacrime di delusione.
L’immagine da incorniciare vede i giocatori inginocchiati in mezzo al campo e sommersi dall’affetto dei tifosi reggiani.
E’ certamente vero che questo gruppo di giocatori è amato dal pubblico granata per lo spirito che mette in ogni partita, per la mentalità di una squadra che non molla mai, che sputa l’anima. Una Reggiana che piace perché incarna la mentalità dei reggiani ma in quell’abbraccio finale c’è qualcosa di più.
«I tifosi mi hanno commosso, non pensavo sarebbero stati capaci di tanto» scrive su fb Daniele Mignanelli, uno dei giocatori simbolo di questo feeling tra tifosi e squadra. «Ci hanno sempre riconosciuto la nostra capacità di dare tutto in campo e poi i risultati hanno fatto il resto». E’ una chiave di lettura ma c’è qualcosa di più. Forse questi ventenni al debutto o quasi in una squadra importante sono stati adottati dal pubblico reggiano.
«Devo ammettere che è raro, ma credo non possa accadere altro quando dei tifosi fantastici incontrano una squadra che dà l'anima» è il Spanò-pensiero.
Ecco la giusta chimica che fa esplodere un affetto che va oltre il risultato perché è vero che il cammino della Reggiana è stato costellano di successi ma anche di delusioni. E’ stato un crescendo di emozioni, questo sì.
Non è mancato lo spirito critico e la capacità di analizzare gli errori commessi «siamo stati poco incisivi, dovevamo sfruttare la superiorità numerica e non arrivare ai calci di rigore» è il commento che molti protagonisti hanno sottolineato. Una grande onestà intellettuale che senza dubbio trae origine dal condottiero, il trainer Alberto Colombo.
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