«Ci siamo trovati spiazzati senza Lavrinovic in campo»
L’allenatore Max Menetti: «Darjus è il cardine del nostro gioco, perderlo ci ha messo in difficoltà Per il resto non siamo stati abbastanza intensi, abbiamo lasciato troppi spazi ai nostri avversari»
REGGIO EMILIA. «Senza Lavrinovic ci siamo trovati completamente spiazzati, era il miglior giocatore dei play off e il nostro cardine. Ma come la Cfm del 1998 andò avanti senza gli infortunati, noi dovremo inventarci un modo per vincere».
Richiama il passato glorioso, il tecnico della Grissin Bon Max Menetti dopo le notizie piuttosto cupe sull’infortunio muscolare, all'adduttore della gamba sinistra, di Darjus Lavrinovic. Il paragone è con l'altra Reggio approdata in semifinale, impresa realizzata senza la gloria di Mike Mitchell, messo ko da un guaio fisico.
Certo è che l'assenza del fuoriclasse lituano si è sentita. «La nostra gara parte dal 10 a 7, dal momento in cui Darjus è uscito. Dopo ha voluto riprovare, ma non c'era possibilità. È stata una mazzata che ha segnato tutti, il nostro umore, quello del pubblico, e abbiamo impiegato parecchi minuti per assestarci - spiega il coach biancorosso -. Se fuori dal campo c'era delusione, immaginate fra di noi. È stato il migliore sinora, su di lui abbiamo costuito il nostro gioco, senza Lavrinovic abbiamo perso il principale riferimento».
E adesso? «Domani difficilmente ci sarà, vedremo gli esami cosa dicono, noi però dobbiamo pensare solo a vincere, squadra e pubblico se lo meritano, e dovremo inventarci un modo per portare a casa il successo. Proprio come fece la Cfm del 1998».
Lavrinovic a parte, il primo tempo è stato di grande sofferenza: «Non siamo stati intensi e li abbiamo lasciati giocare un po' troppo, nel secondo quarto poi non tenevamo gli 1 contro 1 e di conseguenza c'erano sempre spazio per loro. E lo stesso ad inizio ripresa» è l'analisi di Menetti.
La rimonta è figlia dell'aggressività: «Nella ripresa, abbiamo iniziato ad aggredire al massimo, ad attaccarli dritto per dritto, come va fatto contro di loro, perché anche Venezia soffre quando viene attaccata così. Dopo, abbiamo iniziato a pressare, a giocare con un quintetto piccolo e veloce, a usare la zona e in questo modo li abbiamo messi in difficoltà».
«In fondo siamo arrivati con poche energie, abbiamo pagato il grande sforzo per rimontare, loro sono stati bravi a gestire e noi non eravamo più lucidi. Un po’ come successo nelle altre gare, questa volta è andata male. Adesso dobbiamo pensare solo a gara 4 a vincere in ogni modo, Lavrinovic o non Lavrinovic».
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