Gazzetta di Reggio

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La Grissin Bon china la testa

di Linda Pigozzi
La Grissin Bon china la testa

Gara 3 va all’Umana Venezia e Reggio trema per l’infortunio muscolare di Lavrinovic

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REGGIO EMILIA. La Grissin Bon china la testa all’Umana Venezia, bravissima nel congelare l’attacco reggiano, che può così portare la serie sul 2 a 1. Da piangere c’è anche per l’infortunio muscolare occorso a Darjus Lavrinovic, uscito nel primo quarto per un serissimo problema muscolare all’adduttore della coscia sinistra. Nel dopo gara la situazione sembrava altamente preoccupante. Prima di piangere si aspettano gli esiti degli esami specialistici che saranno effettuati nella giornata di oggi e se diranno se i primi riscontri medici (stiramento o, addirittura, strappo muscolare) sono tristemente esatti.

Con o senza “Big Darjus”, la Grissin Bon torna in campo domani sera per gara 4 che è assolutamente da vincere per non regalare il match ball ai veneziani in casa domenica sera.

Dopo un inizio tutto sommato equilibrato, l’intero Bigi sbianca in volto vedendo uscire di scena alla metà del quarto, Lavrinovic dolorante alla coscia sinistra. Chiamato in causa, Chikoko dà del suo meglio e le sue esaltanti schiacciate mettono Reggio avanti (19-15 a 8’). Venezia stringe in difesa, costringe Reggio a spender falli e dalla lunetta trova la parità (19 pari). E si chiude dopo un due centri per parte ancora pari (23-23) mentre, nel finale di quarto si prova a far assaggiare di nuovo il campo a “Big Darjus”.

Spiazzando tutti, Menetti inizia il secondo quarto puntando su Pini come centro, contromossa al quintetto bassino ordinato da Recalcati. E ha ragione “Charlie” , visto che i suoi riescono a farla più volte la difesa reggiana per il break di 6 a 0 (23-29). Per arginare l’avanzata veneta, Menetti punta su Polonara sacrificando il negativo Pini. Dopo un minutino, a punteggio invariato, si prova a ributtare dentro “Big Darjus” che si fa sentire con una tripla impossibile. Si scaldano gli animi e Aradori si becca pure un tecnico per proteste. La Grissin Bon ringrazia e Diener dalla lunetta porta al -3 biancorosso. Nonostante l’attacco indebolito dalla pressione veneta (si spadella tragicamente dal perimetro), i reggiani restano con il fiato sul collo dell’Umana fino al 7’ quando Ress per due volte a segno dall’arco allarga la forbice del vantaggio (tutto sommato meritato) a 8 punti (30-35). Il +10 arriva dalle mani di Peric. Il problema reggiano resta per l’attacco pietrificato: troppo poco infatti per tener testa ai motivatissimi avversari il 2/8 che si registra fin lì dal perimetro. In più non si trovano argini a un Ress devastante dai 6.75. Venezia sprinta fino a che Lavrinovic e Polonara si svegliano un attimo per il -8 (35-43 con cui s'arriva alla pausa lunga).

Tre minuti della ripresa e Venezia, con muscoli e cervello, è di nuovo sul +10 (37-47). Un misero canestro di Kaukenas poi Goss da distanza siderale infila due triple da highlights per il preoccupante 39 a 53. Al 4 a 0 degli esterni reggiani segue la schiacciata di Peric in testa a Cervi. E ancora Venezia scardina la zona di casa per il nuovo massimo vantaggio (43-59) a meno poco più di 1' da giocare. Urgono aggiustamenti e Menetti mette seduto Cervi. Senza un centro di ruolo in campo (c’è Polonara sotto), si svegliano Silins (tripla) e Della Valle (gioco da tre punti) che aprono la valvola dell'ossigeno per il nuovo -10. Sulla terza sirena Nelson "in mischia" si guadagna però il gol del 49 a 61.

Ancora senza centri di ruolo in campo (occhi su Lavrinovic che, in panca, si massaggia la coscia) Reggio non riesce a dare la scossa. Il primo brivido arriva all'8' con la tripla di Diener che da il la all'attacco: Silins in penetrazione riduce il gap. Recalcati, preoccupato, ributta dentro Peric. E qui, con la difesa reggiana che fa cose magnifiche, Silins trova la splendida bomba del -4 (61-65). Con 5’ da giocare, l'inerzia è tutta del team di Menetti, mentre gli avversari si rifugiano nella zona. Il quarto fallo di Cinciarini costringe Menetti a sostituirlo con Kaukenas. Due perse reggiane e il killer Peric ne approfitta per il 61 a 67 a meno di 4’. L’identico punteggio con cui, qualche errore più tardi, si entra negli ultimi 120”. Polonara si guadagna d’astuzia due liberi (2/2). Goss ammazza però la gara con una tripla a -1’30”. Diener da sotto e poi Ress con la rocambolesca tripla del -8. Per il -5 ci pensa Silins che, poi, sul ribaltamento di fronte stoppa Peric a 29” al gong. Segna quindi Diener in penetrazione e scatta il fallo sistematico. Polonara spedisce in lunetta Goss (2/2). E’ il 70-75. Seguirà il ferro di Polonara e il libero di Viggiano a chiudere i giochi. Reggio esce a testa bassa e trema pensando alle condizioni di “Big Darjus”.

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