Gazzetta di Reggio

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«Noi siamo pronti a combattere»

di Adriano Arati

L’ala Achille Polonara: «Dobbiamo aggredire l’Umana sin dai primi minuti»

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REGGIO EMILIA. «Riportarsi sul 2 pari è fondamentale, e dovremo farlo con chi c’è, con l’aggressività, senza pensare ad altro, solo a questa gara».

Chiama alla battaglia Achille Polonara in vista della cruciale gara 4 di questa sera, che la Grissin Bon dovrà quasi certamente affrontare senza Darjus Lavrinovic, e memore delle sofferenze di gara 3, per evitarle e portare a casa il pareggio nella serie con Venezia. Per l’ala marchigiana, fra i migliori mercoledì, sarà tenere altissima «l’aggressività, non possiamo permettere all’Umana di fare cose semplici, devono faticare a fare tutto».

La prima controprova l’ha offerta nella terza sfida, con il quintetto leggero, Polonara-Silins da lunghi, vicinissimo ad una rimonta poi spezzata da Goss nel finale.

«Riportarsi sul 2 pari nella serie è fondamentale - spiega l’ala biancorossa- specialmente sul nostro campo, dovremo dare tutto quello che abbiamo».

Cosa dovrete cambiare rispetto a gara 3?

«Essere più aggressivi, nel finale ha pagato e siamo quasi riusciti a completare la rimonta. Grinta, aggressività, pronti a combattere».

Senza altri pensieri?

«Non possiamo avere né pensieri, né alibi o giustificazioni. Dobbiamo solo pensare ad una gara alla volta, a partire da questa che arriva».

L’assenza di Lavrinovic quanto pesa?

«Non dobbiamo farci condizionare, né crearci alibi, ripeto. Darjus per noi è un giocatore molto importante, se riuscirà a giocare sarà un bene per noi, altrimenti dovremo fare con chi c’è e dare comunque tutto».

Nell’ultima partita avete recuperato con un quintetto piccolo e veloce. Può essere la chiave?

«Alla fine il nostro era un quintetto giovane, atletico, abbiamo cercato di aggredire e di giocare in velocità».

E ha funzionato.

«Può essere una delle soluzioni da adottare, se troviamo canestri facili in contropiede, se riusciamo a correre e ad attaccarli possiamo metterli in difficoltà e trovare il risultato».

Per una gara da battaglia, quanto può aiutarvi il pubblico?

«I tifosi possono contare tanto, darci la carica che ci serve, e finora sono stati perfetti, ci hanno sostenuto alla grande. In gara 4 sono sicuro che si ripeteranno, e saranno un’arma importante per tutti noi giocatori».

Cosa invece dovete evitare che accada?

«Permettere a Venezia di giocare semplice, di riuscire a fare normalmente le sue cose. All’inizio di gara 3 gli abbiamo lasciato troppe azioni semplici, dobbiamo aggredirli e farli faticare su ogni azione».

Si torna sempre lì.

«Deve essere la chiave e la nostra arma. In casa nostra dobbiamo aggredire, giocare veloci e dare tutto il massimo. Se riusciamo a pareggiare la serie poi possiamo giocarcela fino in fondo, abbiamo dimostrato che anche loro sono battibili».

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