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Festa rovinata dall’infortunio dell’esterno Federico Mussini

di Adriano Arati
Festa rovinata dall’infortunio dell’esterno Federico Mussini

L’allenatore biancorosso Max Menetti non si dà pace per l’accaduto: «Preferirei farmi male io Musso si è distorto la caviglia a 40” dalla fine e adesso rischia di chiudere qui la stagione»

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REGGIO EMILIA. «Questa ormai è una maledizione, non ci riusciamo mai a godere nulla. Abbiamo fatto una partita incredibile e a 40 secondi dalla fine il 19enne che ha tenuto in scacco Venezia si fa male e finisce la stagione». Fatica a trattenere la rabbia Max Menetti contro la sfortuna che sta togliendo un giocatore dopo l'altro: «Spero di farmi male io piuttosto, al massimo allena Fioretti e i ragazzi vanno avanti. Ma noi non molliamo, più ce ne tolgono più giochiamo meglio», afferma battagliero. E parte con l'elenco: «Diener gioca col dito rotto, questa è la verità. Il giocatore che stava spaccando in due i play off si è fatto male dopo due azioni di gara 3, e adesso Mussini, che a 19 anni aveva tenuto in scacco mezza Venezia, cancellando Goss in difesa, cade su un piede a 40 secondi dalla fine, ed è fuori per i play off: è una distorsione, ma ha la caviglia grossa come il ginocchio».

Rimane la consolazione per la vittoria. E la garanzia che anche gara 5 sarà una battaglia: «Noi andremo a giocare a Venezia una grandissima partita, ne sono certo, più sfortuna abbiamo più reagiamo nel migliore dei modi. Dovevamo per forza metterla sulla battaglia, sulla grinta, e lo abbiamo fatto davvero alla grande», continua Menetti. «Siamo stati molto bravi a tenere alta la pressione, ho preferito usare pochissimo i nostri centri perché stavamo andando bene giocando col quintetto piccolo, aggredendo in velocità. E poi Polonara e Silins stavano giocando in una maniera tale che mi sarebbe dispiaciuto togliere loro spazio facendoli alternare, ci servivano in campo assieme». Adesso, «è il momento di giocarci tutto con quello che abbiamo, non c'è altro da dire. Abbiamo guadagnato il diritto di giocare ancora una partita in casa nostra, e vogliamo sfruttarla al meglio, maledizione a parte. E voglio dire grazie anche al pubblico, ci ha aiutato parecchio».

Umore cupo per il coach veneziano Carlo Recalcati: «E’ difficile parlare di una partita di cui abbiamo capito veramente poco, se non nulla. Ci serve un bel bagno di umiltà. Ci siamo stupiti dell'aggressività di Reggio, e questo non è accettabile, dovevamo aspettarcelo, se vogliamo essere una squadra che vuole andare avantI. Tutti i meriti sono di Reggio, tutti i demeriti nostri. Nella ripresa ci hanno travolto. Reggio ha cambiato scelte difensive e non siamo stati in grado di reagire».

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