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Grissin Bon, un’anima immensa

di Linda Pigozzi
Grissin Bon, un’anima immensa

I biancorossi reagiscono all’assenza di Lavrinovic e pareggiano la serie con Venezia

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REGGIO EMILIA. Encomiabile. Per atteggiamento, grinta, carattere e, soprattutto, per la dedizione difensiva con cui imbavaglia i veneziani: la Grissin Bon, priva del faro Darjus Lavrinovic, conquista gara 4 lasciando l’Umana a soli 60 punti. Fanno tutto giusto, i reggiani. Dalla decisione di giocare quasi esclusivamente con un quintetto piccolo, alla scelta delle marcature (addirittura perfetto OJ Silins nell’annullare Peric), all’atteggiamento messo in campo per 40’.

C’è poi di che piangere lo stesso, giusto per non perdere l’abitudine: è un incubo l’immagine di Mussini che esce zoppicando a fine match dopo una bruttissima distorsione alla caviglia sinistra che solo oggi sarà valutata dallo staff medico.

Chiamata ad aggredire la gara, la Grissin Bon lo fa nel migliore dei modi e, riportando la serie sul 2 pari, ha la certezza di ritornare in via Guasco martedì sera per gara 6. Si spera riuscendo a recuperando gli infortunati Mussini e Diener perché per “Big Darjus” - ieri sera neppure testimone dell’impresa - non c’è speranza.

“ManDrake” in dubbio fino all'ultimo per la contusione al pollice destro, con una fasciatura rigida al dito prende piuttosto a sorpresa posto in quintetto con Cinciarini, Mussini, Polonara e Chikoko.

Morde la gara, Reggio. Facendo girar bene la palla, viaggiando ad alta intensità e, principalmente, difendendo alla morte.

Grinta e tanto cuore, la Grissin Bon domina l’inizio gara con un Polonara in versione Mvp della regular season. E' il 9 a 3 che dice tutto con Venezia in tilt offensivo davanti ai difensori di casa. La schiacciata di Chikoko vale l'11 a 5 reggiano alla metà del quarto. Menetti sceglie di abbassare il quintetto togliendo Chikoko e lasciando Polonara sotto, affiancato da Pini. Scelta migliore non si poteva fare, viste le caratteristiche dei lunghi veneziani, In avvicinamento, Kaukenas firma il +10 (21-11). Qui Venezia infila in un niente un 4 a 0, approfittando di un paio di distrazioni difensive reggiane, e poi sulla prima sirena Silins non riesce a ritoccare il punteggio di 21-15.

La battaglia prosegue durissima. E Venezia la vuole combattere nonostante l’ostinazione con cui i biancorossi tentano di contrastarla. Sul 29 a 20 al 6’, Dulkys è il propulsore del 4 a 0 veneto che per un attimo destabilizza Reggio. Ferma la risalita avversaria, la tripla di un grande Polonara. Ma l’Umana è cresciuta e replica alla bomba biancorossa, sganciando dalle mani di Viggiano una tripla da paura. Di qua un disastroso Diener continua a far cilecca. Seguono poi punti pesantissimi (Jeff Viggiano, sempre lui) per il 32-29 quando mancano 2'30" alla pausa. Negativo, “ManDrake” in versione timido uccellino viene tolto dai giochi. Viggiano schiaccia poi in testa a Mussini (33-31) prima che di carattere Musso reagisca e infili un canestro da sotto. Il secondo quarto si chiude poi sul 36-33 sull'errore da tre di Polonara, dopo un intenso botta e risposta, che mostra una Grissin Bon un po’ in affanno ma con il grande risultato di aver limitato al massimo Ress e lasciato Peric a bocca asciutta.

Reggio sembra calata. Perso smalto e concentrazione, la Grissin Bon lascia campo libero a Viggiano e quindi Stone che regala il pareggio (38 pari). Ferma in attacco, la formazione reggiana si sblocca solo al 4' con il gioco da tre di Cinciarini. Poi Silins, da sotto, ricaccia Venezia a -5. Con la gara sempre più fisica, si comincia a segnare pochino. La Grissin Bon continua a giocare con un quintetto piccolo e veloce, mentre Venezia viene tenuta in corsa da Stone.

Strepitoso Polonara si fa sentire in attacco, ma è Silins, dopo minuti in cui non si segna su azione sui due fronti, a spinge le vele della Grissin Bon sul +7 (49-42). Il pallino della gara è finalmente stretto nelle mani reggiane: “Polonair” mette una bomba e quindi gioco da tre di Della Valle per il +12 (55-43) con cui s'entra nel periodo decisivo.

Si merita tutto l'applauso del catino di via Guasco, Silins che centra dal perimetro il gol del +15 dopo aver fatto un immenso lavoro difensivo su Peric. Solo di rapina e solo al 4' dell’ultimo quarto arrivano i primi due punti dello spauracchio croato.

Si fa più aggressiva, Venezia, che tenta poi il tutto per tutto aumentando la pressione e arrivando a toccare il -11 con il 2/2 di Jackson. Con Kaukenas in versione play ad alleggerire il lavoro a Cinciarini, Silins la mette per due volte dal paradiso per il +18 che va a uccidere i veneti, sommersi sino al 79 a 60 finale. Domani si torna al Taliercio. E con questo cuore niente è impossibile.

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