Il Passatore ha una nuova “amante”
Federica Davoli ha esordito nella celebre 100 km, impresa di Zambelli
REGGIO EMILIA. Si è svolta con un record di iscritti al via la 41^ edizione della 100km del Passatore, la più affascinante ultramaratona italiana che, sulla via del Passator Cortese, attraversa un angolo di Appennino fra Firenze e Faenza per varcare il traguardo nella cittadina romagnola quando il cielo inizia già a rischiararsi alle prime ore del mattino.
AFFASCINANTE. Una gara affascinante, per molti versi magica, in cui l'essere umano si trova di fronte ai propri limiti, alle proprie debolezze e ai propri demoni interiori, e che solamente con tanto allenamento ma anche altrettanta forza mentale può sperare di concluderla.
Il Passatore è una gara strana. Ci si trova al mattino nella calda Firenze: fin dalle prime ore della mattina centinaia di persone vestite in maniera improponibile si assiepano per il rito del ritiro del pettorale, quando all'improvviso l'obiettivo sognato e agognato per mesi diventa reale.
TANTA FATICA. Alle 15 il via, con uno scenografico passaggio davanti al Duomo fiorentino, e subito la prima insidia attanaglia le caviglie dei podista, con la cappa di caldo che va a braccetto con la salita verso Fiesole.
E' dura, durissima, ma una volta scollinato un lungo serpentone di atleti procede spedito verso Borgo San Lorenzo e poi il Passo della Colla. Sono tanti gli atleti che si sono presentati al via per vivere questa esperienza, questo lungo viaggio. Perché una volta arrivati in cima al Passo, inizia il vero percorso dentro se stessi. Una lunga discesa di una quindicina di chilometri , completamente al buio, solo la luna, le lucciole e tante piccole torce frontali ad illuminare il cammino. La fatica si fa sentire, è quasi notte e i km sulle gambe sono quasi 70.
SI VA AVANTI. Ma i passatori procedono: non sarà una vocina antipatica da dentro a dire loro di fermarsi. Loro vanno avanti, incuranti del dolore, delle vesciche, della fame, del sonno. Verso le 4 del mattino il cielo inizia di nuovo a schiarirsi. Certo, alcuni mostruosamente bravi sono già arrivati, ma la maggioranza arriva alle prime luci dell'alba, dopo oltre 12 ore di corsa: una vera e propria "Olimpiade della follia". Esattamente come per gli ultimi 195 metri della maratona, l'ultimo tratto del Passatore è quello più emozionante, commovente, e una volta tagliato il traguardo saranno solo lacrime di gioia per l'impresa compiuta.
I REGGIANI. Nella notte fra sabato e domenica scorsi sono stati tanti i reggiani che hanno preso parte alla gara. Per alcuni si trattava di una riconferma, mentre per altri era un debutto assoluto.
Alla sua seconda partecipazione, lo scandianese Andrea Zambelli ha migliorato il quinto posto assoluto del 2014 avvicinandosi enormemente al podio in 7 ore e 22 minuti, a soli 14 minuti da sua maestà Re Giorgio Calcaterra trionfatore nelle ultime 10 edizioni: un risultato straordinario per l'atleta tesserato all'Atletica Scandiano, ma che sicuramente sarà solo l'anticamera per salire su quel podio nelle possime edizioni.
Ma se Zambelli, Calcaterra e tutti coloro arrivati ben prima del calare delle tenebre appartengono a razze aliene a questo pianeta, tanti altri meno marziani hanno ugualmente con immensa soddisfazione portato a termine l'impresa. Come l'altro scandianese Moreno Caprari, al debutto sulla distanza, che ha tagliato il traguardo in un ottimo 13 ore e 36 minuti, o il veterano Bien Sen Du, vietnamita adottato dallo Podistica Cavriago che non manca mai con il suo splendido sorriso a maratone e ultramaratone in giro per l'Italia, o i reggiani Losio e Costi.
Ottimo anche Daniele Menozzi, sempre della Podistica Cavriago, che nonostante la fatica fin dai primi km di corsa ha portato a termine la gara per la quinta volta tagliando il traguardo in 14 ore e 38 minuti. Ma permetteteci una menzione speciale tutta rosa per la montecchiese tesserata Road Runners Poviglio Federica Davoli, una delle poche – o forse l'unica – rappresentante del gentil sesso dell'atletica reggiana a prendere parte alla gara. Al suo debutto al Passatore, la Davoli ha chiuso la gara in 14 ore e 8 minuti, arrivando a Faenza intorno alle 5 del mattino quando già il sole stava sorgendo, dando una prova di coraggio, tenacia e resistenza davvero encomiabili.
Inevitabili le lacrime al traguardo, e inevitabile la classica frase "Mai, mai, mai più". Salvo poi ritrattare, il giorno seguente: "Quando aprono le iscrizioni per il 2016?". C’è già fermento perche questa è una gara assolutamente magica. Arrivederci alla prossima edizione, Passatori.
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