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Cinciarini va in campo anche con la febbre

di Riccardo Bellelli
Cinciarini va in campo anche con la febbre

«Stiamo scrivendo la storia della Pallacanestro Reggiana, io voglio esserci, niente mi può fermare»

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REGGIO EMILIA. Capitan Andrea Cinciarini suona la carica e avverte la Reyer che la serie è ancora tutta da giocare. Senza Mussini dovrà giocare ancora più minuti in una serie che vede le squadre in campo ogni due giorni. Nonostante tutte le sfortune che si sono abbattute sulla squadra (Diener, Lavrinovic, Mussini solo per citare gli ultimi infortunati), lui non molla nonostante non sia messo benissimo, non intende mollare la presa.

E' vero che gioca con la febbre?

«Si, sono 4 giorni che ho la febbre ma non fa nulla. Qui stiamo scrivendo la storia della Pallacanestro Reggiana, non sarà certo il termometro a fermarmi. Davanti all'emozione di poter conquistare una finale scudetto, la febbre te la scordi quando scendi in campo».

La vittoria in gara 4 è stata magnifica quanto forse un po' inattesa. Ci racconta come l'ha vissuta?

«Abbiamo vinto perché sapevamo esattamente cosa fare. Questa serie la vedo ancora lunga, equilibrata, tra due grandi squadre e ogni volta ci saranno protagonisti diversi».

Una vittoria conquistata col cuore?

«Volevamo dimostrare che nonostante tutti gli infortuni, eravamo ancora competitivi. Tutti hanno contribuito a rimettere in pari la serie. E' stata una vittoria importantissima, magnifica, ma adesso la testa è già a gara 5. Loro pensavano di tornare a Venezia sul 3-1 ma gli è andata male. Adesso noi siamo più tranquilli mentre stasera tutta la pressione sarà su di loro».

Tatticamente cosa è cambiato tra gara 3 e gara 4?

«Abbiamo attaccato di più il canestro, ci prendevamo degli uno contro uno e poi se chiudevano eravamo bravi a scaricare per dei tiri aperti. Siamo fiduciosi nei nostri mezzi, tutti i giocatori hanno giocato mostrando il giusto atteggiamento».

Una parola del capitano sulla squadra?

«Sono davvero orgoglioso dei miei compagni. Siamo stati sempre uniti e ora lo siamo ancora di più».

La fortuna è cieca ma la sfortuna ci vede bene e guarda spesso la Grissin Bon?

«Decisamente non siamo fortunati quest'anno. Si rompono tutti. Comunque meno siamo più siamo forti, non si molla. Adesso ce la giochiamo al Taliercio poi ancora in casa nostra».

Un appello ai tifosi?

«Tutti a Venezia! Bisogna amare questa squadra. Quando capita che in una partita andiamo sotto e sento che il pubblico si ammutolisce e smette di incitare, è una cosa che mi manda giù di testa. Sono partite dure, siamo in pochi, gli errori capitano, fanno parte del gioco, ma se si ha cuore e si è attaccati alla maglia, i risultati arrivano. Credete in noi e sostenete questa squadra. Se lo merita».

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