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Fornaciari punta alla “decima” «Orgoglioso della Bagnolese»

di Luca Cavazzoni
Fornaciari punta alla “decima” «Orgoglioso della Bagnolese»

BAGNOLO. Daniele Fornaciari punta alla decima. Quella appena conclusa, per il capitano e centrocampista classe 1989, è stata l'annata numero nove in quel di Bagnolo, quindi, sfondando la doppia cifra,...

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BAGNOLO. Daniele Fornaciari punta alla decima. Quella appena conclusa, per il capitano e centrocampista classe 1989, è stata l'annata numero nove in quel di Bagnolo, quindi, sfondando la doppia cifra, entrerebbe ancora più di diritto nella storia di questa gloriosa società. «Aggiungere un'altra stagione sarebbe fantastico – ammette Fornaciari – anche perché salirei a dieci. A Bagnolo mi trovo benissimo, sono vicino a casa e vesto una delle maglie più importanti del calcio dilettantistico. Fra poco parlerò con la dirigenza, se ci saranno le condizioni per andare ancora avanti insieme io sarò il primo a restare qui volentieri».

Va in archivio un'annata positiva?

«Abbiamo disputato una grande stagione, in estate avremmo pensato di tutto tranne che di chiuderla al terzo posto. Poi è ovvio, dopo un quasi intero girone di andata al comando c'è spazio anche per qualche rammarico».

Cosa serviva per tenere fino in fondo il passo delle prime?

«Indubbiamente qualcosa è mancato, ma è come andare a cercare il pelo nell'uovo. Abbiamo lasciato qualche punto per strada, ma è anche vero che grazie alla nostra mentalità abbiamo vinto alcune partite nei minuti finali ed anche oltre. Dopo un girone di andata da assoluti protagonisti, inconsciamente ci siamo forse un po' adagiati sugli allori, ma direi che gli aspetti positivi sono di gran lunga superiori».

Da fuori si è subito notata la compattezza dello spogliatoio.

«Siamo un bel gruppo. Questo è il frutto di un lavoro portato avanti nel tempo, dato che la maggior parte di noi gioca insieme da tre o quattro anni. Tra di noi siamo molto legati. I meriti sono anche del lavoro fatto dalla società ed in particolare dal dg Ferretti, mentre mister Siligardi è stato molto bravo nel plasmarci e nel darci una precisa identità di gioco».

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