Il blackout... della Grissin Bon
Taliercio al buio nell’intervallo: dopo lo stop i biancorossi non si riaccendono, Venezia dilaga
INVIATA A VENEZIA. Gelata all’inizio della ripresa, dopo aver combattuto per tutto il primo tempo, la Grissin Bon esce in ginocchio dal Taliercio per una gara 5 giocata con un organico ridotto ai minimi termini. Oltre a Big Darjus Lavrinovic, si piangeva infatti l’assenza di Federico Mussini, la cui stagione s'è mestamente chiusa dopo l'infortunio al legamento alla caviglia in gara 3.
Non sono ancora arrivati gli Arsan reggiani, bloccati in autostrada, alla palla a due. Nello starting five, Cinciarini, Diener e la sua fasciatura al dito, l'Mvp di gara 3 Silins, Polonara e Chikoko. Un minuto di gioco e un canestro di Peric fanno il loro ingresso al Taliercio anche gli ultras biancorossi. Animata da una grandissima voglia di ricatto, Venezia sprinta per il 5 a 0. Che diventa 7 a 4 dopo 3’. Peric è indemoniato così come lo sono in difesa i veneti di Recalcati che entrano nell’area reggiana con troppa facilità. Goss, col turbo, in penetrazione fissa il punteggio sull'11 a 4 per i suoi quando Menetti decide di fermare il tempo per un minuto e di giocarsi il carico pesante Rimas Kaukenas. E’ subito pungente, il fuoriclasse lituano, per la magia del -5 (11-6), mentre si tenta di difendere l’area dagli assalti orogranata. L’intensità che mette in campo la Reyer resta altissima, così come le percentuali dai 6.75 sono ben lontane da quelle di gara 4 al Bigi e a Reggio non resta che cercare di non prendere l'imbarcata. A dare la svolta dopo essere precipitata anche a -9 sono i canestri di talento di Della Valle sul finale di quarto (21-17). Peric, d’orgoglio, segna dall’arco (fin lì già 9 punti per lui) per il +7 con cui Venezia va a chiudere il primo periodo di gioco.
Pochi secondi del secondo quarto e la Grissin Bon precipita a -13. Il merito è dell’Umana, bravissima a far girare la palla per linee esterne e a trovare sempre l'uomo libero per infilarla dal perimetro. Jackson e quindi Aradori firmano il 30-17 che fa sussultare la panchina biancorossa. Menetti toglie un improduttivo Cervi e butta nella mischia Pini, non puntando invece sul quintetto con Silins e Polonara che aveva portato la vittoria in gara 4. Con un piede sulla riga, Kaukenas non può ridurre a 10 punti il gap nonostante il gran tiro centrato. Con un importante sforzo collettivo, Reggio si fa più intensa in difesa, anticipando anche l’impossibile e togliendo l'ossigeno ai tiratori veneti. Pini, tutto sommato positivo, riduce il divario. Poi la schiacciata di Peric a rimettere in riga i reggiani. La Reyer, che in difesa s’è messa ha zona, però ha calato il ritmo offensivo e la Grissin Bon può iniziare la risalita. Della Valle dalla lunetta riduce il divario al -3 (35-31 a 1’ all'intervallo). Diener dai 6.75 sbaglia il canestro del pareggio. Si riscatta, l’americano dopo un mezzo minuto e, purtroppo, pure dopo una tripla di Peric. E’ il 35 a 38 prima del nuovo canestro del croato del 40 a 35 con cui s’imbocca il tunnel di un Taliercio in versione sauna. Tanto che uno spettatore in parterre avverte un malore e viene soccorso dai sanitari.
Non bastasse saltano pure le luci del torrido impianto mestrino, così che l’intervallo si protrae. Una situazione pazzesca che fa slittare l’inizio del terzo quarto di una mezz’ora.
Come prevedibile, l’Umana vuol chiudere e aumenta a mille la pressione difensiva. Reggio sembra imbabolata davanti ai veneziani sempre più giganti. Goss (per due volte) e Peric dall’arco sfuggono facilmenteai difensori reggiani: è il 47 a 35 che gela la Grissin Bon dopo 2’. Non ce la fanno i reggiani a reagire mentalmente e Venezia li schiaffeggia con violenza. Il gioco da tre punti di Ress che un minuto più tardi fa capire che la Reyer ha già messo lemani sulla gara. Dice tutto il 53-35 al 3’. Stordita, dolorante, la formazione reggiana trova nei guizzi del capitano Cinciarini i primi segnali di vita. Troppo, troppo, poco però per pensare di fermare il caterpillar veneto. Che al 7’ è già avanti di 18 punti (61-43), nonostante l’extrema ratio della zona 2-3 chiamata da Max Menetti. Il quarto di sofferenze (13 a 0, il doloroso parziale) si chiude poi sul 66-49.
Poca benzina e scarsa lucidità, la Grissin Bon prende l’imbarcata definitiva all’inizio del quarto conclusivo in cui Venezia infila un 8 a 0 come niente, mentre Peric continua a segnare con ostinazione e porta a casa un trentello che è pure il record di carriera. Quando escono a ruota per falli prima Silins e poi un nervosissimo Kaukenas la testa di tutti i reggiani è già a gara 6 di domani al Bigi. Lì bisognerà davvero sparare tutto per tornare a Venezia.
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