Grissin Bon, rotto anche Diener
Bisogna battere Venezia per non uscire di scena ma c’è un’altra assenza pesante
REGGIO EMILIA. Avanti un altro: anche Drake Diener finisce in anticipo la stagione e questa sera la Grissin Bon perde un altro pezzo importante per la sfida “dentro o fuori” con Venezia .
«Ci servirà una gara epica, non c'è molto altro da dire, proveremo a fare il massimo con chi rimane a disposizione», spiega Max Menetti presentando la gara. «E' difficile parlare, ogni partita perdiamo un pezzo. E se all'inizio anno si può discutere della gestione, adesso eravamo tutti in perfetta salute: la squadra che ha vinto gara 2 stava bene, e si vedeva in campo. Poi, abbiamo perso un pezzo dopo l'altro».
Ultimo Diener e per qualche ora anche Chikoko è stato a rischio, per un guaio agli addominali, senza scordarsi Della Valle e la sua tallonite cronica.
Stasera «servirà un'impresa epica, noi certamente vogliamo provarci davanti al nostro pubblico, e inseriremo due ragazzi a darci una mano, Cristiano Magnani di Vezzano, ed è un piacere far esordire un ragazzo reggiano, e Gabriele Stefanini».
Di altri disponibili non ce ne sono più: Diener ha terminato l'annata per una lesione di secondo grado al gluteo della gamba destra. «Un infortunio più da quattrocentista che da giocatore di basket», mastica amaro Menetti. L'ultima di una serata nerissima: «Drake ha finito gara 5 con tre infortuni. Una botta alla spalla con un versamento che gli è stato aspirato subito dopo, una botta contro i tabelloni pubblicitari in cui si è fatto male al gluteo sinistro, e poi questo che lo tiene fermo. Senza considerare la mano».
Ormai, pur se fra i giocatori si respira aria di regalare e regalarsi almeno un'ultima impresa, l'organico è sempre più asciutto. Difficile pensare anche al quintetto leggero con Silins e Polonara insieme, guardando al numero ridotto di esterni disponibili. Stasera si punterà tutto sulla grinta e sull'orgoglio, sulla spinta del PalaBigi, per poi giocarsi tutto in una gara 7 secca e senza ritorno. Nel caso, la pressione sarebbe tutta su Venezia, ma ora bisogna solo pensare ad arrivarci.
Anche se è difficile scacciare l'amarezza: «siamo arrivati ai play off in forma, eravamo finalmente in piena salute e poi abbiamo perso Lavrinovic, Mussini e Diener. È dura e credo che una riflessione sul calendario dei play off e sul ritmo imposto vada poi fatta. Anche perché quest'anno giugno è molto caldo, gli impianti non sono all'avanguardia, lo sforzo è aumentato ulteriormente e non aiuta a stare bene».
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