Lazzaretti amareggiato lascia libero mister Bagatti
Calcio serie D, il presidente: «A Correggio non si può sognare in grande dovrà ridimensionare i piani e ridurre il budget. La Reggiana? Il mio rimpianto»
CORREGGIO. La nascita della nipotina Lodovica non ha mitigato l’amarezza di Claudio Lazzaretti, presidente della Correggese. «Sono ancora arrabbiato – rimarca – perché nel calcio si può perdere o vincere ma occorre farlo con dignità, dimostrando attaccamento alla maglia».
Ciò che non ha fatto la Correggese?
«Non ho visto il giusto spirito da parte dei giocatori della Correggese eppure era una partita dei quarti di finale dei play off, dunque le motivazioni erano notevoli».
Un’amarezza sfociata anche con il divorzio dal tecnico Massimo Bagatti?
«Diciamo che si è chiuso un ciclo. Bagatti era a fine rapporto con la Correggese e consensualmente abbiamo deciso di separarci».
E sul fronte della squadra?
«Prima dovremo capire chi sarà il nuovo allenatore della Correggese».
La filosofia sarà quella di allestire una squadra esperta o di andare alla scoperta di giovani emergenti?
«Sono obbligato a puntare sulle scommesse e sulla valorizzazione dei giovani».
In questi due anni non è stato così: un secondo e un terzo posto lo testimoniano.
«Una piazza che esprime una media spettatori di 100-150 paganti con un incasso medio di 1.500 euro non mi può consentire di fare grandi proclami».
Del resto ogni anno in serie D ci sarà sempre una Lucchese o il Rimini di turno.
«Va dato merito alla Correggese di aver lottato alla pari contro questi grandi club ma i fatti dicono il contrario».
E’ questo poco consenso che l’amareggia o il mancato ripescaggio in Lega Pro?
«A Correggio non si può sognare, la realtà è diversa da quelle che erano le mie aspettative e attese».
Cosa aveva ipotizzato?
«Il testa a testa con la Lucchese avrebbe dovuto scatenare l’entusiasmo e coinvolgere sportivi e imprenditori ma così non è stato».
Nessuna risposta?
«Riusciamo a riempire un pullman di tifosi per la trasferta di Sestri Levante se il viaggio lo paga la società. Sponsor o aziende amiche? Lasciamo stare».
Eppure sono stati due anni di grandi investimenti.
«Verissimo ma non sono stato ripagato con la stessa moneta».
Adesso cosa farà?
«Me lo chiedo anch’io».
E ’ pronto a mollare?
«Adesso no, non lo trovo giusto. Non ci sono le condizioni e i tempi per dare continuità alla Correggese. Di sicuro ci sarà un ridimensionamento dei costi sia a livello di giocatori sia di dirigenti».
Ha sforato il budget?
«Per forza di cose perché abbiamo dovuto fare doppie operazioni per il discorso del mancato ripescaggio in Lega Pro. E’ stata una stagione pesante da un punto di vista economico. Il budget è andato fuori controllo per cui dovrò riportarlo nei canoni consoni alla Correggese».
Non ha il rimpianto di non aver abbracciato l’idea di entrare nella Reggiana?
«Mi sarei divertito perché ha dimostrato di avere un tifo da pelle d’oca».
Ci ripenserà?
«Adesso è giusto che la Reggiana trovi il suo assetto societario e pensi al futuro. La Correggese proverà a mantenere la serie D, che è già un lusso».
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