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«E’ una sostanza da culturisti, non da calciatori»

di Luigi Cocconcelli
«E’ una sostanza da culturisti, non da calciatori»

Reggiana: il biochimico D’Ottavio, grande esperto, spiega a cosa serve l’Arimistane, cui Andreoni è risultato positivo

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REGGIO EMILIA. Ora si discute anche di Arimistane-Arimistane Metabolita, in questo post campionato granata squarciato dalla notizia della positività del terzino Cristian Andreoni al controllo antidoping compiuto il 17 maggio ad Ascoli, dopo la sfida dei play off.

Prima, quel termine era sconosciuto ai più. Anche uno scienziato di fama come il biochimico clinico Dario D’Ottavio, che ci aiuta a capirne di più, fa una premessa doverosa e cioè che ritrovare una sostanza nell'urina vuol dire poco o nulla, dipende dal livello di concentrazione ed in assenza di questo dato è problematico esprimersi appieno. Altra premessa d'obbligo: per essere proibita una sostanza deve rispondere a precisi e determinati requisiti: migliorare la prestazione ed avere effetti negativi sul fisico e la salute.

Ma a che serve l'arimistane metabolita?

«A bloccare l'effetto antiestrogeno di un enzima sul testosterone, all'attivazione di questa sostanza che porta alla riduzione del grasso, all'aumento della massa muscolare, in alcuni casi a migliorare il recupero dopo uno sforzo ed ad aumentare la resistenza. Si tratta, in parole povere, di un anabolizzante, un integratore usato soprattutto dai culturisti. Come effetto ha anche l'aumento della libido», ma non dovrebbe essere il caso di Andreoni

Per il dottor D'Ottavio, tuttavia «è difficile pronunciarsi se e quanto possa contribuire a migliorare la prestazione in un calciatore. Tra l'altro in presenza del primo caso assoluto riscontrato in Italia e, come detto, nell'ignoranza della concentrazione».

Può ritrovarsi in qualche farmaco, essere stato assunto senza conoscerne gli effetti?

«Difficile, anzi, quasi impossibile, perché l'unico utilizzo praticato in medicina è nella cura dei tumori femminili al seno».

Ha effetti dannosi?

«Sicuramente, come tutti gli anabolizzanti, del resto è ovvio quando introduci sostanze nel corpo in aggiunta a quelle che produci per poi espellerne il superfluo naturalmente».

Tempi di smaltimento per non trovarne traccia nelle urine, in modo da avere un'idea su quanto prima della partita incriminata il giocatore avrebbe assunto la sostanza?

«Dovrei fare una ricerca, è una molecola e di molecole ce ne sono più di duecento, diciamo che se assunta oralmente la traccia può scomparire dopo un paio di giorni, invece per iniezione i tempi si allungano nell'ordine del mese».

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