«Il nostro grande coraggio ha saputo fare la differenza»
L’allenatore Max Menetti: «Meritavamo di conquistare la finalissima per quello che abbiamo fatto Ho risposto all’invito in finale di Meo Sacchetti e ora gli prometto che ce le daremo di santa ragione»
INVIATA A VENEZIA. «La differenza l’ha fatta il coraggio che abbiamo avuto e che ci ha portato anche a sfidare difensivamente la Reyer».
Mai visto così in tanti anni Max Menetti, il cui tono pacato della voce stride con il volto provato e gli occhi lucidi che tradiscono però tanto orgoglio.
«Ci ho sempre creduto - sottolinea - e se non si fosse fatto male Darjus Lavrinovic sapevo benissimo dove questa serie con Venezia sarebbe arrivata e come sarebbe finita. Tengo a specificare che non abbiamo tenuto fermo Darjus perché non aveva un problema serio. Anzi....».
L’apporto di Big Darjus nell’ultima sfida della serie si è però rivelato decisivo.
«Voglio riservare una grande dedica a Rimas Kaukenas, un grandissimo leader di questo gruppo» tiene a specificare il coach reggiano.
«La mia dedica speciale va a Stefano Landi che con impegno e grande lungimiranza ha permesso tutto questo. Questo gruppo è partito da lontano, dalla salvezza in Legadue e ha compiuto poi un percorso perfetto che oggi ci ha portato fin qui, fino a questa finale scudetto. Spero che il grandissimo risultato conquistato a Venezia possa far capire che il palasport è una priorità. Credo che nelle sette gare della semifinale sia a Reggio, sia a Venezia avremmo avuto 10mila spettatori. Si parla tanto di crisi del basket italiano, ma i play off 2015 hanno dimostrato che la nostra pallacanestro non è in crisi. In Italia c’è crisi di impianti e non solo nella nostra città».
«I miei complimenti - incalza - vanno alla Reyer Venezia che ha giocato una grande semifinale, al suo staff con cui c’è una grandissima stima reciproca e alla società che ha dimostrato la solita signorilità. Abbiamo giocato sette gara al fulmicotone e non ci sono mai state polemiche».
«Adesso - conclude l’allenatore reggiano, ritrovando per un attimo il sorriso - mi piace rivolgere un pensiero a Meo Sacchetti (l’allenatore di Sassari, l’altra finalista, ndr) che mi aveva invitato in finale. Con piacere ho risposto all’invito e adesso ce le daremo di santa ragione in questa serie. La finale? Abbiamo meritato di esserci per come abbiamo reagito a tutto quello che ci è successo e perché siamo qualcosa di unico nel panorama italiano. Ora ci godiamo questo momento fantastico e poi inizieremo a pensare a Sassari».
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