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Teramo, puzza di combine e promozione a rischio

Teramo, puzza di combine e promozione a rischio

LegaPro: l’inchiesta Dirty soccer tira in ballo la gara decisiva vinta 2-0 a Savona L’ex granata Matteini è tra gli indagati, ieri altri arresti, Pro Patria nel mirino

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REGGIO EMILIA. Dal profumo di un’impresa storica ai miasmi che sprigiona un’inchiesta – quella di Catanzaro nota come Dirty Soccer – ora allargata anche alla partita decisiva che il Teramo ha vinto 2-0 a Savona conquistando matematicamente la serie B. Una cavalcata, quella del club abruzzese, il cui ultimo atto è finito nel mirino del procuratore della Repubblica Vincenzo Antonio Lombardo, il quale ieri ha fornito ulteriori dettagli relativi agli ultimi sviluppi dell'inchiesta sul calcioscommesse: «Ci sono due associazioni, una a Sud che ruota attorno al Neapolis e una al Centro-Nord che ruota attorno alla Pro Patria».

A proposito della presunta combine della gara Savona-Teramo, in cui è finito indagato come mediatore anche l’ex granata Davide Matteini – gli è stata perquisita l’abitazione con tanto di sequestro di tablet e telefonino e recapitato un avviso di garanzia – il procuratore ha osservato: «Alcuni giocatori del Savona hanno opposto resistenza (Alessandro Marchetti e l’ex granata Antonio Cabeccia) e questo va a loro onore, ma Ercole Di Nicola (ds dell’Aquila, ndr) cioè il tramite che ha ricevuto l'incarico dal presidente del Teramo (Luciano Campitelli) ha trovato un'altra via: è un dirigente del Savona (il ds Marco Barghigani) e questa cosa funziona».

Davide Matteini, che quest’anno ha giocato in serie D nel San Paolo Padova, viene ritenuto mediatore in questo giro di contatti mirato, secondo gli inquirenti, a far arrivare ai giocatori liguri 30mila euro per perdere la gara con Teramo. L’inchiesta coinvolge anche altri dirigenti come i l direttore sportivo teramano Marcello Di Giuseppe e l’ex ds della Ternana e colaboratre tecnico del Parma Giuliano Pesce.

Fatto sta che il Teramo rischia di perdere la B e il Savona la retrocessione tra i dilettanti. L'attività investigativa non termina qui: «Altre partite sono oggetto di analisi – ha detto il procuratore Lombardo – ma non sono molte. Al telefono si parla molto e non tutto quello che si dice risponde al vero. Bisogna fare attenzione tra le telefonate in cui si parla di reati commessi in prima persona e quelle in cui viene attribuita responsabilità ad altri, nel qual caso bisogna andare più cauti. E' un lavoro immane quello della Squadra mobile perché le intercattezioni sono decine di migliaia».

Ieri la Polizia ha eseguito 17 arresti, tra carcere e domiciliari, emessi dal Gip di Catanzaro . I provvedimenti riguardano persone già sottoposte a fermo il 19 maggio scorso. Il Gip calabrese ha così confermato il quadro che aveva portato la Dda catanzarese ad emettere i provvedimenti.

I fermi avevano riguardano i presunti componenti delle due distinte organizzazioni attive nelle combine di partite e di cui, secondo l'accusa, facevano parte, a vario titolo, dirigenti, allenatori e calciatori di aerie D e Lega Pro.

Restano in carcere, tra gli altri, Mario Moxedano presidente del Neapolis e Mauro Ulizio, ex dorettore generale del Monza ed ex socio occulto e dg della Pro Patria. Agli arresti domiciliari, tra gli altri, il portiere bustocco Melillo, il suo ex compagno di squadra Gerolino, il suo ex tecnico Marco Tosi. Cancellate le misure cautelari a Guidone e Ridolfi, calciatori del Santarcangelo. (i.p.)

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