Gazzetta di Reggio

Sport

«I soldi dentro il club, non a Barilli»

di Wainer Magnani
«I soldi dentro il club, non a Barilli»

Il socio Stefano Compagni: «Chi entra deve acquistare delle quote e fare lo sponsor per rilanciare le sorti della società»

3 MINUTI DI LETTURA





REGGIO EMILIA. A volte ci sono verità scomode da dire ma non per Stefano Compagni, il socio della Reggiana va dritto al cuore del problema. «Chi acquista delle quote della Reggiana deve avere la garanzia che queste risorse andranno tutte nella cassaforte della società, oltre a garantire anche una adeguata sponsorizzazione. Solo così si può garantire il futuro della Reggiana».

L’azionista di maggioranza Barilli è d’accordo?

«Occorre anche affrontare la realtà e tenere conto dei fatti. La Reggiana, come tutte le società di Lega Pro, è un’azienda che produce perdite. Non penso che sia logico pagare una quota per un’impresa che rimette soldi ma caso mai investire queste risorse per garantire la gestione».

Non è sufficiente la copertura con sponsor e incassi?

«Reggio è una piazza che offre tanti sponsor, che ha un pubblico unico e solo la Salernitana ci può tenere testa, però ha costi elevati rispetto ad altre realtà. Se poi aggiungiamo che, giustamente, è una piazza ambiziosa, si capisce come le risorse non siano sufficienti ma occorre l’impegno degli azionisti».

Qual è la posizione di Vavassori?

«Ha un diritto di prelazione del 34% delle quote in possesso di Barilli e un altro diritto di prelazione. Noi saliremo a 24 o 26% (attualmente la Mectiles è al 16% ndr). Un passaggio di quote che deve essere solo ratificato».

In pratica Barilli scenderà al 40% e poi?

«Per il rimanente delle quote faremo una proposta a Barilli».

Con la stessa filosofia?

«Non ci sono alternative: servono soci esterni che mettano risorse in società».

Vavassori non è dunque titubante o in retromarcia?

«La sua idea di società di calcio è la mia. Si può dire che Vavassori ha il 34% di quote della Reggiana. Non mi pare che si possa dire che è distante, distratto e tanto meno in ritirata. Certamente vuole partecipare a un progetto serio, sano, ambizioso e partecipato».

E per coprire il disavanzo?

«Il concetto di mettere soldi in società nasce dall’esigenza di far fronte alle pendenze e poi di avere, a inizio stagione, le risorse per la gestione futura».

Ma quanto serve?

«Penso a pool di soci-sponsor che si facciano carico di mettere in società, ogni avvio di stagione, un milione o un milione e mezzo ripartiti in base alle loro quote. Se si imbocca questa strada non ci saranno più problemi finanziari o preoccupazioni per le scadenze bimestrali».

E’ vero che Barilli è disposto a uscire?

«Aspetta una proposta da noi o da chi è disposto a entrare in società».

Ci sarà a breve?

«Vediamo».

E’ vero che ci sono visioni diverse sulle perdite?

«Non vorrei entrare nel merito delle cifre anche perché è stata una discussione complicata e poco simpatica, con versioni divergenti».

Da cosa si può ripartire?

«Le mie certezze sono il direttore generale Ferrara quale responsabile unico della parte tecnica e poi l’allenatore Alberto Colombo. Due pilastri della Reggiana del futuro anche se occorrerà attendere anche un loro pronunciamento».

Si può credere nel ripescaggio in serie B?

«Con la promozione in serie B del Como, la Reggiana ha pochi rivali, anzi nessuno dato che anche il Brescia ha subito punti di penalizzazione».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google