Conte, un anno in azzurro «Farò crescere i giovani»
ROMA. «Abbiamo lavorato tanto tutti insieme e da parte mia posso dire di averci messo passione e voglia di fare; ma la strada da fare è ancora lunga e siamo ancora alla prima pagina di un libro...
ROMA. «Abbiamo lavorato tanto tutti insieme e da parte mia posso dire di averci messo passione e voglia di fare; ma la strada da fare è ancora lunga e siamo ancora alla prima pagina di un libro tutto da scrivere». Così Antonio Conte analizza il suo primo anno alla guida della Nazionale. C'e una china da risalire dopo la debacle mondiale, e non è solo quella del ranking Fifa che con le sue stranezze rischia di gettare gli azzurri in seconda fascia nelle qualificazioni alla coppa del mondo 2018, dietro perfino a Romania e Galles. Sono di ieri i dati del centro studi dell'università di Losanna sui 5 maggiori campionati europei: la serie A è il campionato più vecchio, con la percentuale più alta di stranieri e la più bassa per quanto riguarda i giocatori provenienti dal vivaio nazionale. «Sicuramente è stato un anno intenso per me - dice Conte - anche perché ho sempre fatto l'allenatore ed essere diventato ct è stato sicuramente differente rispetto ad avere i giocatori ed allenarli ogni giorno». Insomma, «una bellissima esperienza sotto tutti i punti di vista anche se c'è tanto da lavorare». Il motivo è semplice e può riassumersi in pochi punti: cambio generazionale, pochi giocatori italiani convocabili, scarsa esperienza internazionale delle nuove leve. «Ora abbiamo davanti l'obiettivo qualificazione - continua il ct - e in questo anno cercheremo di far crescere l'esperienza dei ragazzi. Col Portogallo c'erano in campo dal 1' Bertolacci e Soriano che sono alle prime uscite a livello internazionale, altri come De Sciglio, El Sharaawy ed Immobile che quest'anno hanno avuto un'annata difficile e hanno giocato pochissimo, oltre a ragazzi nuovi come Gabbiadini, Sansone, Bonaventura e tanti altri. Dobbiamo sapere che la nostra squadra non deve mancare mai di generosità, di spirito di sacrificio, di passione, di voglia di superare le difficoltà».
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