«Per il futuro presidente pensiamo a Capiluppi»
Calcio, il patron della Bagnolese Isacco Manfredini guarda già oltre il Cavazzoli «Caffarri ed io siamo in ballo da troppo tempo, è ora di lasciare spazio ai giovani»
BAGNOLOA. Entusiasta per la vittoria del Cavazzoli, torneo al quale ha sempre tenuto in modo particolare, ma già concentrato sulla programmazione della prossima stagione, Isacco Manfredini – patron della Bagnolese – non nasconde possibili novità a livello societario.
«E pensare che al Cavazzoli non volevo nemmeno iscrivermi», afferma.
Eppure è stato un successo.
«Il blasone in queste manifestazioni non basta, noi ci siamo stati con la testa e quelli che durante l’anno hanno giocato poco hanno avuto voglia di dimostrare il proprio valore. La finale poteva finire solo ai rigori, per tutto il torneo Macca è stato il nostro Cannavaro. Inseguivamo la decima vittoria della stella da tre anni, è strano non esserci riusciti prima con squadre ben più forti ai tempi di Caroni e Olorunleke».
Da due anni, a livello Juniores, collaborate con il Santos.
«Abbiamo sempre avuto come punto di riferimento Arturo Borghi, ora ci ritroviamo con due o tre elementi pronti a entrare in prima squadra. Se avranno la pazienza di aspettare il proprio turno per un’altra stagione, potrebbero diventare i nostri futuri pilastri».
Quale l’obiettivo della prima squadra in Eccellenza?
«Sono convinto che disputeremo un buon campionato, i giocatori li abbiamo. Quello che mancano sono gli sponsor, e con i chiari di luna che ci sono in giro è sempre più difficile fare calcio. Noi non abbiamo pubblico, alle partite facciamo incassi ridicoli. Fosse per la gente di Bagnolo ci sarebbe da smettere, invece troviamo sempre la forza per ripartire».
Che campionato si prospetta?
«È presto per dirlo, il mercato è ancora piuttosto fermo. Si sente dire che sei o sette squadre stanno pensando in grande, ma alla fine solo una vincerà. Io ho molta fiducia nel nuovo centravanti Fabio Notari, sono convinto che con lui la nostra squadra possa fare bene e segnare con regolarità».
Il progetto è iniziato dopo l’ultima retrocessione dalla serie D...
«Il nostro cambiamento è stato grosso, dopo Ivano Vacondio. Siamo andati a prendere Simone Siligardi, un tecnico che era a Gavassa, che si fa aiutare da alcuni suoi amici e ha scelto dei giocatori giovani. Ora per completare il nostro ricambio generazionale stiamo pensando a qualcosa anche a livello societario».
In che senso?
«Avremmo pensato a Sandro Capiluppi come nuovo presidente. Non oggi sia chiaro, ma è un discorso che gli vorremmo proporre e valutare in un futuro prossimo. È stato un giocatore della Bagnolese, e da non molto è entrato in società a darci una mano. Anche io ho fatto lo stesso percorso, e l’attuale presidente Caffarri sarebbe d’accordo su questa “promozione”. Noi siamo nella Bagnolese già da troppo tempo».
Lo ritiene un passo necessario?
«Direi fondamentale, altrimenti bisogna aspettare un cavaliere bianco che però, una volta esaurito il suo ciclo, quasi sempre ne va. Questa società ha appena compiuto cento anni, se vuole compierne altri trenta deve insistere così e completare il suo percorso di inserimento di figure nuove e giovani».
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