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«Resto alla Reggiana mi sento in famiglia e ho voglia di rifarmi»

di Juri Panciroli
«Resto alla Reggiana mi sento in famiglia e ho voglia di rifarmi»

Il centrocampista Andrea Parola pensa anche alla società «E’ giusto fare chiarezza ed è un bene confermare Ferrara»

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REGGIO EMILIA. Vacanze momentaneamente rimandate per Andrea Parola, atteso a Foggia dal fratello come testimone di nozze. Al veterano granata resta l’amarezza per l’eliminazione in semifinale play off ad opera del Bassano ma emerge già la voglia di rifarsi nella prossima stagione, che sarà la quarta a Reggio.

«È la prima volta in carriera – afferma il centrocampista pisano – che mi fermo per quattro anni nella stessa a citt, e questo significa che qui mi sono ambientato alla perfezione, anche con i tifosi».

Quegli errori dal dischetto contro il Bassano si fanno ancora sentire?

«È stata una mazzata indescrivibile perché ormai ci credevamo tutti all’approdo in finale . Sono andato tranquillo a calciare ma il portiere ha intuito, pazienza».

Un’occasione persa?

«Siamo usciti dalla competizione senza aver mai perso sul campo e contro una squadra che non ne aveva più, dopo 60’ con l’uomo in meno. Ho guardato la finale ma sono uscito di casa dopo mezz’ora perché altrimenti spaccavo la televisione vedendo un Bassano complòetamente cotto e due normalissime squadre in campo a fiocarsi la serie B».

L’anno più bello da quando è a Reggio Emilia?

«All’inizio non è stato facile ma poi ho capito che dovevo avere il ruolo di chioccia e aiutare a gestire questa grande famiglia».

Di cui fa parte anche il pubblico?

«I tifosi granata sono stati fantastici, ci hanno sostenuto fino all’ultimo. Dopo campionati inferiori alle attese avevano voglia di vedere i giocatori mettere il cuore in campo, più ancora dei risultati in sé, sebbene siano arrivati anche loro soprattutto in casa».

Crede nel ripescaggio in serie B oppure preferisce ottenere la categoria superiore sul campo?

«Sarei ipocrita a dire che non vorrei la serie B perché la Lega Pro è un campionato scarso dove spesso in campo ci sono più risse che gioco. E poi il campionato è vinto sempre da squadre con attacchi forti ma per il resto normalissime, basta guardare il Teramo di quest’anno o la Pro Vercelli dell’anno scorso».

A Bassano lei ha giocato centrale difensivo per l’assenza di Andreoni, che ora potrebbe averne per mesi causa squalifica per doping. Sarà il suo futuro ruolo?

«Intanto spero che la situazione di Andreoni si risolva per il meglio, perché è un ragazzo bravissimo che si allenava più di tutti e so che in questo momento è distrutto. Sarei pronto amettere la mano sul fuoco sulla sua buona fede. Per quanto riguarda la mia collocazione sul campo, io resto a disposizione della squadra: sono un centrocampista, ma ho giocato anche da terzino sinistro ai tempi della serie A».

A 36 anni sarà la sua ultima stagione?

«Per la voglia che ancora ho di giocare e di combattere sarà difficile smettere: sto bene fisicamente e adesso mi sto godendo appieno tutta la bellezza di questo sport».

Quanto sarebbe bello chiudere a Reggio con un risultato prestigioso?

«Le mie principali motivazioni sono quelle, e se dovessimo essere ancora in Lega Pro è logico che la mia volontà è quella di vincere».

Da dove ripartire a luglio?

«Ho un mio pensiero sulla società ma mi tengo fuori dalla discussione, mi fa piacere che si stia facendo chiarezza in questi giorni, e se ci sarà ancora il direttore Ferrara a gestire penso che sia già un buon punto di partenza».

Dove interverrebbe lei?

«La squadra va rinforzata se si vuole vincere il campionato, ma non mi sento di dare consigli su uomini o reparti».

Ci sono giocatori che potrebbero partire...

«Sinceramente mi piacerebbe rivedere tutti i compagni di quest’anno anche se alcuni di loro erano in prestito o in scadenza di contratto».

Non le manca certo la voglia di riprendere.

«Ho grande voglia di ricominciare e di rivedere tutti perché mi sento veramente in una famiglia».

Ora si sta godendo la finale di basket?

«Sono un grande tifoso biancorosso, seguo la squadra ogni volta che posso e ho un rapporto speciale con Cinciarini. Quindi: Forza Grissin Bon!»

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