«Gara tre è “cancellata” l’obiettivo è vincerne 4»
Il coach Menetti guarda avanti e non vuole recriminazioni da squadra e tifosi «Bravi a giocare nella sofferenza, non facciamoci fregare dall’aspetto emotivo»
L’INVIATA A SASSARI. «A freddo, poche ore prima di gara 4 della finale play off, mi sento di dire che stiamo continuando a fare cose strepitose. Siamo unici in quello che facciamo. Noi in campo, in una finale scudetto, mettiamo un giocatore come Amedeo Della Valle che ha 21 anni e che è italiano e al quale diamo tante resposabilità e un ruolo da protagonista. Ma lo stesso discorso vale anche per Andrea Cinciarini, che in gara 3 ha giocato 39 minuti consecutivi con grandissima personalità, nonostante la staffetta fatta su di lui dagli avversari. Stiamo facendo qualcosa di grande, che sta cambiando la pallacanestro italiana».
Insiste più e più volte, l’allenatore biancorosso Max Menetti, sull’unicità della sua Grissin Bon, sull’unicità del progetto reggiano per dire, fra le righe, che i suoi ragazzi, quelli che danno vita a un progetto che non ha eguali nello stivale, vadano tutelati maggiormente.
Del resto l’ha vista tutta italia quanta aggressività sia stata riservata ai reggiani da parte del team sassarese e come siano state dispensate le fischiate nei momenti caldi della terza gara della serie, riaperta da Sassari quando ormai sembrava chiusa e persa poi dai biancorossi in volata.
C’è paura che il treno sia ormai passato dopo la caduta di giovedì?
«Non abbiamo paura – tiene a sottolineare Menetti – La gara di giovedì è stata come gara 3 contro Brindisi, che abbiamo perso, riuscendo poi a vincere la serie e a passare il turno. Non dobbiamo farci il film di come le cose debbano andare, di come questa serie debba finire. Sappiamo che per vincere lo scudetto dobbiamo vincere quattro partite, quando arrivano non importa».
E’ fiducioso e possibilista sulla presenza in campo stasera di Drake Diener?
«Drake ha fatto un buon test, forzando qualcosa, e un altro lo sosterrà domani mattina (stamattina, ndr) e se non sorgeranno particolari problemi lo avrò in campo almeno per qualche minuto. Sarà importante per noi poterlo schierare di nuovo».
Anche e soprattutto per dare un po’ di riposo a Cinciarini, stremato giovedì dopo qualcosa come 39’ di dura battaglia...
«Senza ombra di dubbio, è stancante giocare gare di questo livello e per così tanti minuti. Non penso però che in gara 3 ci abbia fregato la stanchezza – chiarisce subito il coach Menetti – Nei play off è normale essere provati alla fine di ciascuna partita. Ho visto i miei ragazzi molto più stanchi al termine di gara 7, vinta a Venezia, che non giovedì sera al pala Serradimigni. E’ normale che la stanchezza si faccia sentire e che si arrivi molto, ma molto provati nel finale vista la posta in palio. Credo che ormai siamo arrivati al punto tale da poter dire che siamo diventati bravi a giocare nella sofferenza».
Un problema mentale più che fisico?
«Purtroppo – incalza ancora il coach biancorosso – in gara 3, quando eravamo a -2 a 1’20” alla fine, non abbiamo avuto la freddezza di restare lì. Ci è mancato qualcosa dal punto di vista emotivo, piuttosto che sul piano fisico. Se vogliamo fare nostra questa serie e diventare campioni d’Italia, però, questo non deve più succedere. Non dobbiamo più avere quella rabbia che è uscita nel finale di una partita che ci stavano portando via, conclusa punto a punto, dopo che i nostri avversari avevano recuperato». ©RIPRODUZIONE RISERVATA
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