«Il Cesena mi attira ma posso restare»
Giannone rivive la sua non esaltante stagione, conferma i contatti coi romagnoli e... tiene aperta la porta della Reggiana
REGGIO EMILIA. Mentre ai tifosi della Reggiana interessa sapere, tra le altre cose, se il futuro di Luca Giannone sarà ancora in granata, a casa del fantasista napoletano in queste ore si parla solo di Lucas, il primogenito che la consorte Lisa gli ha regalato mercoledì sera a Napoli. Già, prima di nascere avrebbe lasciato al padre il tempo di disputare la finale promozione per la serie B che invece hannop giocato Bassano e Como.
Tanti auguri Giannone per il suo Lucas… un nome che ricorda molto il suo.
«Infatti volevo mettergli proprio il mio ma, non essendo possibile, abbiamo pensato ad una piccola variante che è stata accettata all'anagrafe».
A luglio lo porterà a Reggio o a Cesena?
«Ho avuto dei contatti con mister Drago del Cesena che conosco da tempo prché mi aveva allenato a Crotone, ne abbiamo parlato, del mio passaggio alla squadra romagnola, ma non c'è nulla di deciso anche se ci sono delle possibilità».
Era già prevista, al suo arrivo a Reggio, una successiva partenza in caso di mancata promozione?
«Quando sono arrivato a gennaio l'obiettivo era solo di provare a vincere il campionato e non si era parlato del prossimo anno».
Si è davvero integrato bene col gruppo?
«Sono arrivato in questa squadra facilitato dal fatto di conoscere già tanti ragazzi ed anche lo staff tecnico perciò non ho avuti problemi di integrazione. Il problema, l’unico e grande, è stato quello degli infortuni che mi hanno tenuto lontano dagli allenamenti in momenti determinanti dela stagione e che spesso mi hanno portato a prestazioni al di sotto delle attese».
Non sembra molto soddisfatto...
«Alla fine potevamo fare di più come squadra ma, in particolare, penso di aver reso poco io ed il motivo della mia poca voglia di sorridere è questo».
Il suo tipo di gioco è in accordo coi dettami di mister Colombo?
«Il gioco che ci chiedeva il tecnico nel reparto avanzato non era sempre quello, anzi, cercava spesso alternative e nuove soluzioni ed io facevo parte di queste varianti, pur restando sempre un concetto di squadra in base al quale tutti dovevano giocare per il gruppo».
Grandi giocate alternate a qualche partita incolore: come stella della squadra alcune critiche le hanno pesato?
«In questo sport ci sono sempre state quindi bisogna accettarle e farne tesoro però è importante sapere che spesso ho giocato col dolore alla gamba e questo ha inciso parecchio».
Crede che la Reggiana si sia fermata sul più bello?
«Siamo arrivati un po' stanchi ma se avessimo passato quello scoglio di Bassano potevamo dire la nostra in finale».
Anche ai play off la sua non era la condizione migliore.
«E' questo che mi fa rabbia e mi dà dispiacere, la verità è che sono sceso in campo anche lì con molto dolore».
Se restasse a Reggio, in caso di non ripescaggio, sarebbe pronto a rimettersi in gioco in Lega Pro?
«Magari fosse serie B a Reggio! Comunque vada resterei volentieri sia per il pubblico caloroso che per l'ambiente familiare. Non sarebbe certo un ripiego, poi ripartire dalla Lega Pro non deve essere considerata una punizione ma una possibilità di crescita utilizzando il bagaglio di esperienza accumulato in questi anni».
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