Sui social esplode l’ira contro gli arbitri
I tifosi: «Troppi errori, hanno voluto ergersi a protagonisti»
REGGIO EMILIA. Rabbia, rabbia e ancora rabbia. Con tante varianti, sforzi di riflessione contro insulti furenti, ma sempre con un bersaglio ben preciso, Luigi Lamonica, Alessandro Vicino e Michele Rossi, i tre arbitri della partita di sabato sera. Dopo l’amarissimo epilogo di gara 4, le reazioni dei tifosi biancorossi sui social network ma non solo – nelle piazze, nei bar e nelle birrerie dove c’erano gruppi d’ascolto la partitura suonata era la stessa – sono state copiosissime, soprattutto nelle prime ore dopo la sconfitta.
Ma non solo, perché la questione degli uomini in grigio ha dominato le bacheche e i profili di tantissimi reggiani sino alla tarda serata di ieri.
Il bersaglio principale era Luigi Lamonica. Inevitabile, si tratta del fischietto italiano più conosciuto in assoluto, e un primo arbitro in tutti i sensi, tanto che – come prevede il suo ruolo – tutti i fischi dubbi li ha ratificati il 50enne pescarese, vicinissimo all’addio al basket agonistico. A dicembre compirà 50 anni e a meno di modifiche regolamentari questa serie finale sarà il suo ultimo atto in campo. A parecchi tifosi non mancherà, gironzolando sul web.
Le discussioni sono nate dopo i singoli post su Facebook, ma anche su Instagram e Twitter. Una buona parte, soprattutto nei primi minuti con la rabbia che faticava a rimanere dentro la gola, non si sono rivelate molto urbane, per così dire, con offese personali agli arbitri e accuse di voler decidere la partita a loro piacimento.
Fra gli insulti e le parolacce, vi è anche chi ha provato a imbastire riflessioni più equilibrate, sottolineando che vi siano stati errori gravi per entrambe le formazioni. Se il fallo di Cinciarini a 30 secondi dalla fine e l’antisportivo a Lavrinovic «gridano vendetta e sangue», per citare un commento, altri reggiani hanno fatto onestamente notare che «c’era un fallo netto su Dyson nell’ultima azione dei regolameischiavano, magari era già finita lì e non c’era niente da dire». L’andazzo generale però soffiava in un’altra direzione: «Questa partita ce l’hanno rubata, punto, qui non c’è altro da aggiungere». E l’errore pro-Reggio al 40’ viene inquadrato nel generale atteggiamento arbitrale: «Hanno fischiato male tutta la sera, per tutte e due. Per 39 minuti almeno hanno lasciato giocare le squadre, dopo l’hanno voluta decidere loro. Ma non sono loro tre i protagonisti, perché hanno dovuto fare i fenomeni?», è la domanda ricorrente.
Per gli appassionati di teorie del complotto, o quantomeno di una maggior simpatia del “palazzo” verso Sassari, gli elementi non mancano anche in gara 3. «Giovedì sera dovevano buttare fuori sicuramente Lawal, che ha buttato a terra Cinciarini nella mischia dopo il fallo di Della Valle su Brooks, e forse anche lo stesso Brooks», si ricorda. «Invece, hanno dato solo un tecnico a Lawal e a un minuto dalla fine, per molto meno, hanno fischiato un tecnico a Lavrinovic. Stesso trattamento?».
Una delle principali piattaforme di discussione è diventata la pagina Facebook di Pallacanestro Reggiana, frequentata da tanti utenti e non solo emiliani. Anche tanti sassaresi – o appassionati che si erano appena seguiti la finale – sono intervenuti e la presenza esterna ha un minimo calmato gli animi, anche per il gemellaggio esistente. Qualcuno si è lasciato andare ugualmente a improperi verso i fischietti, ma il dibattito ha anche provato a prendere una chiave più “tecnica”, riconoscendo che le mancanze hanno danneggiato entrambi i colori. Difficile però nascondere completamente l’amarezza, la discussione spesso si è accesa fra le due parti in causa.
Il buon senso ha più o meno retto, con intemperanze tutto sommato ridotte, e alla fine i biancorossi hanno iniziato a pensare al futuro: «Basta discussioni, dobbiamo vincere lunedì in casa. E siccome loro nel loro palazzo fanno un casino infernale, noi dovremo fare la stessa cosa, non devono sentire nulla!».
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