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Grissin Bon, le statistiche contro Sassari ai raggi X

Adriano Arati
Grissin Bon, le statistiche contro Sassari ai raggi X

Le mani “calde” dei reggiani contro la forza dei sardi. Numeri alla mano, la Pallacanestro Reggiana tira meglio dal campo. La Dinamo sbaglia di più ma compensa prendendosi più tiri

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REGGIO EMILIA  Precisione contro potenza fisica, in una serie di grande intensità che genera tanti errori, figli della stanchezza, della voglia di vincere e della tensione. I numeri delle prime cinque gare della finale scudetto raccontano di due rivali con caratteristiche molto diverse fra loro, e determinate a cavalcarle, per puntare il più possibile sui propri pregi piuttosto che accontentarsi di evidenziare i difetti altrui.

La Grissin Bon, squadra più “manovriera”, sta viaggiando con ottime percentuali dal campo, figlie della ricerca dell’azione migliore. Sassari, che punta sul proprio talento tecnico e atletico, tira molto peggio, ma compensa con un numero molto più elevato di tiri stessi, regalato dalla netta supremazia a rimbalzo. In quattro gare su cinque i sardi hanno vinto la lotta sotto i tabelloni, con l’eccezione della partita di apertura, l’unica davvero senza storia con il netto dominio biancorosso e l’unica senza il dominante Lawal in campo.

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Grissin Bon-Dinamo

A conferma delle proprie qualità di lettura, Reggio presenta un eccellente 58.1% (111 su 191 da 2 e un più “normale” 31.5% (40 su 127) da 3, contro il 45.9% (96 su 205) e il 27.3% (38 su 139) sassarese. La squadra di Sacchetti ha però preso 344 tiri opposti ai 318 reggiani, e 26 tiri in più, in match spesso decisi nel finale, sono un bel vantaggio. Dovuto alla forza di Lawal, Brooks e Sanders, che garantiscono 42.4 rimbalzi di media, con ben 19.4 offensivi a gara. Reggio si difende con 37.6 e 11.6 offensivi; 5 possessi in meno di media non sono pochi, tornando al discorso delle gare tirate, e il dato è addolcito da gara 1, quella con Lawal a sedere.

Diversa la questione dei liberi. Reggio fa meglio, con il 72.9% (62 su 85) opposto al 63.9% (69 su 108), con 23 viaggi in lunetta in meno. In parte causati dalla maggior aggressività fisica sarda, che subisce parecchi falli, in parte dovuti da una scelta precisa: i lunghi sassaresi, Lawal in particolare, hanno pessime percentuali ai liberi e i falli su di loro, soprattutto quando sono in azione di tiro, sono una strategia voluta da Menetti.

L’equilibrio e l’intensità della serie sono poi raccontate bene dalle palle recuperate e da quelle perse. Reggio recupera 8.2 palloni di media e ne perde 17.2, Sassari risponde con 8.8 e 18.2. Differenze minime, che testimoniano da un lato la voglia di buttarsi e di lottare sempre da ambo le parti, dall’altro la stanchezza e la fatica: molte palle perse non sono dovute a errori forzati o a recuperi altrui, ma a imprecisioni inevitabili, dopo questa eterna maratona.
 

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