Sprint scudetto, la Grissin Bon a Sassari per afferrare il sogno
I reggiani di coach Menetti in campo contro la Dinamo senza l’infortunato Lavrinovic nel match decisivo per lo storico tricolore
REGGIO EMILIA. E lì, davanti agli occhi, eppure ancora lontano. Lo scudetto dista una vittoria. La cercherà stasera, la Grissin Bon, quella vittoria che la divide dal sogno tricolore. La cercherà dalle 20.45 di stasera (diretta RaiSport1) con l’ostinazione che l’ha contraddistinta nella corsa allo scudetto. E sarà costretta a cercarla senza il faro Darjus Lavrinovic, out per una lesione muscolare al polpaccio.
Il campione lituano s’era dovuto fermare nel primo periodo di gara 5 dopo aver giocato 4’ appena. Il motivo? Un dolore acuto alla gamba dopo un movimento brusco che gli impediva perfino di camminare normalmente. Fra gli sguardi attoniti dei 3.500 del Bigi, “Big Darjus” era poi sceso negli spogliatoi, dove era rimasto qualche minuto, tornando in panchina dove, sconsolato, era rimasto sino alla sirena finale. Sin da subito lo staff biancorosso s’era detto preoccupato per le sue condizioni. Implacabile, la “sentenza” arrivata ieri mattina dopo la risonanza magnetica cui il campione lituano si è sottoposto, ha fatto tremare lo staff reggiano: lesione di primo grado al polpaccio destro.
I medici biancorossi hanno immediatamente studiato un piano riabilitativo per provare a recuperare il fuoriclasse per l’eventuale gara 7. Lavrinovic non si è unito al resto della squadra, partita ieri per la Sardegna, ed è rimasto in città per proseguire le terapie.
Logico che sarà durissima lottare senza Lavrinovic sul rovente campo sassarese per strappare quella vittoria che spalancherebbe le porte del paradiso. Con la serie sul 3 a 2, Reggio ha nelle mani la palla per chiuderla già in Sardegna, prima dell’eventuale gara 7 di venerdì sera in via Guasco.
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Nonostante l’assenza del faro Lavronovic, in casa Pallacanestro Reggiana non si fanno drammi alla vigilia della partita più importante di sempre. Del resto senza “Big Darjus” la Grissin Bon ha fatto per più di metà stagione e senza “Big Darjus” si è vinta pure gara 5 di lunedì sera che ha consegnato il match point nelle mani del coach Max Menetti. Evidente che senza le mani d’oro, la raffinatissima intelligenza cestistica e la grande leadership di Lavrinovic s’è sofferto all’inverosimile. E questo, inutile illudersi, è destinato a succedere anche stasera.
Sulle tavole del pala Serradimigni, davanti ai 5mila caldissimi tifosi sassaresi, alla Grissin Bon aspettano 40 ’di infinite sofferenze. Soprattutto sotto le tabelle. Lì, già lunedì sera, Shane Lawal ha fatto la voce grossa spesso e volentieri chiudendo la sfida con 21 rimbalzi catturati (7 offensivi, 14 difensivi). Imbavagliarlo e ridurlo al silenzio sarà l’arduo compito di Vitalis Chikoko e Riccardo Cervi, entrambi chiamati stasera a fare la gara della vita. Probabile che il tecnico della Dinamo Meo Sacchetti scelga pure di giocare per lunghi minuti con le due torri in campo Lawal-Kadji, mossa già adottata nella serie con la Grissin Bon e che, con l’assenza di Lavrinovic, rappresenta un serio rischio per Reggio. Al di là della gara nella gara che si giocherà sotto le plance, per imbarcare lo scudetto già sul volo di giovedì su Milano Linate, il team di Menetti dovrà tenere altissima l’intensità difensiva tanto sui lunghi, quando sui pericolosissimi esterni biancoblù, così come ha già dimostrato di saper fare. Eccezionale la prestazione difensiva di OJ Silins in gara 5, ma tanto sudore è stato speso anche dagli altri biancorossi nell’ultima sfida in via Guasco.
Perché, è bene ricordarlo, solo stringendo i denti, dimenticandosi le sfortune e continuando a far pulsare in campo un unico cuore, si può riuscire a mettere le mani sullo scudetto.
Un unico cuore contro le talentuose individualità in maglia Dinamo. E si spera solo contro quelle, viste le polemiche sugli arbitraggi impazzate dopo le due gare della serie giocate in terra sarda.
Un unico cuore pulsante in campo che sarà sostenuto live da almeno una trentina di supporter reggiani, oltre che da una città intera che si darà appuntamento davanti ai maxi-schermi allestiti in piazza Martiri del 7 luglio e, novità, al parco dei Frassini di Albinea. Un unico cuore pulsante, una sola città, insieme, per realizzare già stasera quello che sembrava impossibile: un sogno tricolore.
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