Grissin Bon, regalaci lo scudetto
Stasera al Bigi gara 7 della finale play off con Sassari: dentro Silins, in forse Lavrinovic
REGGIO EMILIA. Usciranno dagli spogliatoi, saliranno lo scalone del Bigi e nel momento in cui sbucheranno dal tunnel e calcheranno il parquet, i biancorossi saranno una città intera, una provincia intera. Saranno noi nella sfida delle sfide, quella che assegnerà lo scudetto 2014/15.
Alle 21.15, in via Guasco, Grissin Bon e Banco di Sardegna Sassari si giocheranno in gara 7 - l’ultima di una serie soffertissima - il titolo tricolore, sfuggito al team reggiano mercoledì sera in Sardegna dopo tre supplementari.
Alla sfida che, nel bene o nel male scriverà la storia, prenderà parte Ojars Silins, nonostante la botta al ginocchio rimediata in gara 6 a Sassari, e vorrebbe esserci pure Darjus Lavrinovic. Il centro lituano è alle prese con una lesione muscolare di primo grado a un polpaccio: un tipo di infortunio che richiede tempo e terapie per poter guarire. Le terapie, il campione, le sta svolgendo ma disgraziatamente il tempo proprio non c’è. Forte è però la volontà del giocatore di essere in campo stasera per spingere la squadra in quella che è una gara epocale.
«Darjus darebbe qualsiasi cosa per essere in campo - conferma l’allenatore della Grissin Bon Max Menetti -.-Parliamo però di un giocatore infortunato e valuteremo con i nostri medici nel pre-gara se ci sono le condizioni per metterlo in campo o meno. Se sarà possibile lo faremo giocare qualche minuto. In ogni caso i nostri eroi saranno quelli che entreranno in campo».
Ieri pomeriggio, a margine della seduta di defaticamento svolta dalla squadra al rientro dalla Sardegna, Lavrinovic ha corso non avvertendo dolore. Oggi il fuoriclasse sarà visitato dai medici che diranno l’ultima parola sulla sua presenza in campo. Con o senza Lavrinovic, la Grissin Bon è chiamata ad afferrare quel sogno che solo un annetto sembrava pura utopia e che invece per la seconda volta in due giorni le si presenta davanti agli occhi. Senza ombra di dubbio sarà la tenuta mentale la chiave della gara decisiva. Reggere alla pressione, reggere a eventuali e probabili break di Lawal e soci, reggere al fresco ricordo di gara 6 e di come s’è dolorosamente conclusa, reggere davanti alla stanchezza accumulata in questa folle corsa allo scudetto chiamata play off.
Non mollare. Non mollare mai. Questa l’unica ispirazione che deve guidare i biancorossi stasera, al di là di tutto e di tutti. Al di là degli avversari e dei pronostici. Al di là dei valori tecnici e al di là del talento o dell’esperienza. Al di là del sogno stesso che con ostinazione si insegue dal 19 maggio scorso.
«Dobbiamo mantenerci sempre concentrati - chiarisce Menetti - . Non dobbiamo andar fuori di testa se arriva un fischio sbagliato o se Sassari farà i suoi canestri, le sue schiacciate. Noi dobbiamo restare uniti e concentrati. E mettere in campo tanto coraggio».
Chiederà tre cose ai suoi, il determinatissimo coach reggiano prima di salire la scala del Bigi, imboccare il tunnel ed entrare nell’arena all white di via Guasco. Chiederà oltre al coraggio, anche orgoglio e compattezza.
«Coraggio, orgoglio e compattezza - ripete come un mantra, Menetti - sarà quello che ci dovrà ispirare. E il pubblico dovrà essere parte di noi. Non dovrà più solo il sesto uomo, ma una parte di noi».
«Non mi piace pensare a questa gara 7 come a una guerra - insiste Menetti -. La vedo come la fantastica occasione di raggiungere qualcosa di fantastico tutti insieme: squadra e pubblico. Per questo motivo, non vorrei sentire il brusio dopo un tiro da tre di Cincia o dopo una bomba messa a segno da Logan. Il Bigi e la squadra devono essere una cosa sola. Dobbiamo essere coraggiosi e compatti, orgogliosamente uniti per raggiungere un obiettivo fantastico. Perciò non voglio entrare nelle polemiche sorte negli ultimi giorni, tanto più alla vigilia della partita che assegnerà lo scudetto».
La sfida delle sfide, appunto. Quella che con i biancorossi stasera giocheremo tutti.
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