La squadra falcidiata trova super Pini e Cervi
L’infortunio di Lavrinovic ha dato spazio ai due atleti da sempre in biancorosso che hanno giocato da protagonisti la sfida contro i sardi sia in difesa sia in attacco
SASSARI. Vincere uno scudetto grazie alla partita della vita, nella squadra in cui si è cresciuti. Una conclusione degna della più dolce delle favole, quella che mercoledì sera hanno sfiorato Riccardo Cervi e Giovanni Pini, due atleti da sempre in biancorosso e grandi protagonisti dell’epica sfida che si è conclusa dopo 55 minuti.
Attori principali quasi per caso, dopo una stagione di saliscendi senza pausa. L’infortunio di Lavrinovic ha regalato loro ampi minuti che hanno sfruttato alla perfezione non solo in difesa, per entrambi marchio di fabbrica, ma pure con una prova in attacco ben superiore alla media, per risultati e per qualità. Cervi è arrivato a questa finale al termine di un’annata di infortuni e polemiche, di malumori del pubblico per il suo presunto passaggio a Milano e sul suo conseguente – e presunto – disimpegno. Smentito mercoledì sera nel migliore dei modi.
Cervi è stato sicuramente il più produttivo dei lunghi reggiani, con 12 punti in 27 minuti, conditi da un notevolissimo 4 su 4 liberi nei momenti di massima tensione e da ben 3 assist, segnale di lucidità e di testa sempre sulla gara. Le sue schiacciate ricevendo pallonetti sopra al ferro, e l’intimidazione garantita dai 215 cm anche contro Lawal, hanno rischiato di girare la gara verso la Grissin Bon. Ha gestito al meglio anche i falli, nonostante qualche fischio ingeneroso che verso di lui è una costante. Certo, a rimbalzo anche Cervi ha patito parecchio contro il duo di titani Lawal-Sanders, riuscendo però a guastare diverse conclusioni ravvicinate dei due americani grazie alle sue leve interminabili. E tutto di fronte al capitano della Nazionale, Gigi Datome.
Merita enormi complimenti anche Giovanni Pini, chiamato in causa all’improvviso dopo una serie più che altro guardata. Il giocatore di Carpi è in maggior difficoltà, per mere questioni di tonnellaggio, opposto ai poderosi sardi, ma mercoledì ha risposto con la consueta grinta.
Ha chiuso con 8 punti in 9 minuti e 4 su 6 al tiro, frutto di un eccellente finale di secondo quarto, quando si è trasformato nel finalizzatore perfetto, con tagli precisi per i passaggi dei compagni, e in un momento importante, quello della rimonta biancorossa. Nella ripresa ha avuto meno spazio, un po’ per la necessità di avere maggiore stazza, un po’ per “colpa” di Cervi e del suo ottimo rendimento. Bravi tutti e due, comunque.
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