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Una grande squadra una grande società ma questo PalaBigi...

di PIERO MONTECCHI
Una grande squadra una grande società ma questo PalaBigi...

Piero Montecchi torna a casa per seguire la Grissin Bon «Un pubblico più numeroso significa più risorse e sostegno»

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di PIERO MONTECCHI

A Reggio la pallacanestro è cresciuta in tutti i sensi: solo l’impianto in cui si gioca è rimasto quello di sempre. È un piccolo rammarico. Anche se a questo palasport mi legano ricordi fantastici, indimenticabili, penso che la città sportiva meriterebbe una cornice più ampia, più degna dei vertici cui è assurta questa disciplina sportiva.

Personalmente ho cercato di far coincidere la mia visita – vivo abitualmente con la famiglia negli Stati Uniti – con gli appuntamenti della corsa allo scudetto. E ho fatto bene perché la gara cui ho assistito lunedì sera mi ha regalato molte emozioni. In primo luogo ho visto che il seme gettato nel terreno 34 anni fa, quando è nata la Pallacanestro Reggiana, ha dato splendidi frutti.

La società è un esempio di efficienza a livello nazionale. Merito di chi ci mette le risorse economiche, penso a Landi e Ferrarini in primis, e di chi si occupa degli aspetti organizzativi e li gestisce, come Dalla Salda, che è stato incredibilmente bravo a farsi valere nella propria città per un così lungo periodo in un ruolo tanto ambito. Inoltre naturalmente dei tecnici che scelgono gli uomini e li dirigono dentro e fuori dal campo di gioco. Sono cose che non arrivano per caso.

Nello sport i risultati sono quasi sempre frutto di programmazione, passione e di generosità e chi si impegna merita di essere riconosciuto per ciò che fa. L’eccellenza reggiana si vede anche in queste cose. La storia del club è fatta di momenti difficili, come la salvezza arrivata all’ultimo momento non molte stagioni fa, ma anche di fasi esaltanti e questa società è ormai arrivata a un altissimo livello.

Proviamo dunque a pensare cosa sarebbe accaduto se a seguire l’avventura sportiva, fatta di tanti eventi, ci fossero state 2.500 persone in più. Si sarebbero raccolte ulteriori energie utili ad accrescere il potenziale esistente, a consolidare la sua forza, ad attrarre altri generosi sostegni. Il pala mi sembra invece come una vecchia macchina ansimante, non ancora una vettura d’epoca, ma un “ronzino”. In panchina c’è poi un giovane che è praticamente “nato” qua e qui si è fatto le ossa a cominciare dai tempi di Dado Lombardi.

Il suo progetto di crescita è iniziato da lungo tempo ed ora, fatta la dovuta esperienza, Max Menetti è diventato capace di assemblare il gruppo, di coinvolgere ogni singolo atleta e ottenerne il meglio. Io me lo raffiguro – e gliel’ho detto – come un novello Jerry Sloan degli Utah Jazz, il quale è riuscito a rimanere alla guida della franchigia Nba per più di due decenni: auguro a lui e alla società di ripetere tale esperienza, che indubbiamente a mio parere porterebbe un consolidamento tecnico e tanti successi sul campo. La pazienza e la continuità di solito pagano.

Una lode infine a chi è sceso in campo. Tutti bravi. Come si fa a non elogiare Lavrinovic, Kaukenas, Silins, Polonara, Cinciarini e Della Valle. Ma i complimenti vanno estesi a Diener, che sta vivendo un anno non facile ma riesce a dare ugualmente tutto se stesso, a Cervi che si può discutere ma sa farsi valere. Lun. edì sono stati perfetti a colmare il vuoto imprevisto lasciato da Lavrinovic e sono riusciti a vincere la battaglia. Per finire con il pubblico, competente, passionale, sempre presente e attento a mettere la giusta pressione quando la palla in mano ce l’hanno gli avversari.

Posso testimoniare che dovere organizzare un attacco con tutta quella confusione non è per niente facile. Un pubblico che ha seguito passo passo la squadra diventando anch’esso “da scudetto”.

Mi convinco sempre più che ho fatto bene a venire a Reggio a vivere in diretta questo appuntamento fino a adesso entusiasmante, nella speranza diventi davvero storico. Vivendolo comunque più che come un punto di arrivo, come una nuova base di partenza per la pallacanestro reggiana verso le alte sfere del basket nazionale.

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