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Varini: «Da due mesi la Reggiana stava seguendo Danza»

di Luigi Cocconcelli
Varini: «Da due mesi la Reggiana stava seguendo Danza»

Il ds reggiano della Pro Vercelli spiega l’operazione che porta a Reggio il talentuoso centrocampista: «Ha una grande potenzialità, lo vedo come regista davanti alla difesa»

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REGGIO EMILIA. Alla scoperta di Dejan Danza, primo acquisto della nuova Reggiana, anche se in partenza destinato ad un ruolo di rincalzo.

Ci aiuta a saperne di più Massimo Varini, il direttore sportivo della Pro Vercelli da cui il ragazzo classe 1955 proviene nell'ambito dell'operazione che ha portato definitivamente in Piemonte Francesco Ardizzone e Mattia Bani. Con una ovvia premessa: chiedere lumi su un calciatore tesserato per la società per cui uno opera è come chiedere all'oste se il vino che vende è buono.

«Danza – dice Varini – è un centrocampista di buone qualità tecniche, per me è un regista basso, poi non so come intenda utilizzarlo la Reggiana. Nel Torino Primavera campione d' Italia era uno dei due mediani davanti alla difesa nel modulo 4-2-4. E' un prospetto interessante, ha grandi potenzialità, poi toccherà a lui dimostrarle sul campo, perché una cosa è giocare nel campionato Primavera ed un'altra in un torneo vero».

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Nella Reggiana dove lo vede collocato?

«Non sta a me dirlo, magari Colombo lo vede mezz'ala, per me nel 4-3-3 o nel 4-2-3-1 che la Reggiana ha utilizzato lo utilizzerei davanti alla difesa, diciamo, per intenderci, nella posizione di Vacca».

Trattativa difficile?

«No, la Reggiana per bocca di Ferrara si era interessata al ragazzo, aveva chiesto notizie già un paio di mesi fa, prima del palcoscenico delle finali del campionato Primavera».

Il Torino non ha fatto nulla per tenerlo?

«No, era là in prestito secco, perché non ne abbiano cercato la conferma bisogna chiederlo a loro».

Danza arriva in prestito in cambio dell'altra metà di Ardizzone e Bani, non è un affare sbilanciato dalla vostra parte?

«No, noi ci accolliamo l'intero ingaggio del giocatore, arriva con il contratto in essere con la Pro Vercelli e poi abbiamo fissato un lauto premio di valorizzazione».

Si parla, a Reggio, della possibilità di ripescaggio in B: in base alla sua esperienza che ne pensa?

««Bisogna vedere, possibilità ce ne sono, ma non mi farei soverchie illusioni. Norme attuali o future a parte, è chiaro che il posto del Parma spetti al Brescia, a meno che questo club non venga coinvolto nell'affare Catania. Se la società etnea dovesse essere retrocessa d'ufficio il posto spetterebbe all'Entella perché in pratica ilCatania sarebbe classificato ultimo. L'Ascoli ha più campionati in serie A nel blasone, la Reggiana gli è arrivata davanti, avendo vinto il match dei playoff, bisogna vedere se eventualmente il Teramo verrebbe penalizzato nel campionato appena concluso o fatto partire con una penalità da scontare in serie B».

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