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Sui social l’abbraccio tra i tifosi e la squadra

di Adriano Arati
Sui social l’abbraccio tra i tifosi e la squadra

«Grazie lo stesso, questo è solo il primo passo, dobbiamo essere orgogliosi» Il bilancio resta positivo: «Ragazzi, ci avete fatto vivere un mese incredibile»

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REGGIO EMILIA. «È assurdo». «Non è giusto». «Grazie lo stesso, è solo il primo passo». «Dobbiamo solo essere orgogliosi di noi».

E’ diviso in due l’oceano biancorosso che dilaga sui social network dalle 23 di venerdì, travolgendo ogni altro argomento sino a ieri notte. Ventiquattro ore di basket e di amarezza, di uno sforzo improbo – e non riuscito – di accettare la conclusione più crudele di una cavalcata di incredibile epicità.

Fra venerdì e sabato l’insonnia ha dominato, in terra reggiana, fra i giocatori e lo staff come fra i tifosi, e la nottata di tensione e di nervi che non riuscivano a rilassarsi si è riversata su internet, fra analisi e discorsi alla nazione.

Fra i primi a prendere la parola, per ringraziare pubblicamente la squadra, è chi la rosa l’ha assemblata, Alessandro Frosini: «usciamo sconfitti da questa finale #scudetto gara7 a testa altissima. Orgoglioso dei miei ragazzi!», scrive il diesse su Twitter.

Il grande protagonista della finale, Achille Polonara, era devastato nel dopo gara, ma non rinuncia almeno alla fierezza: «Orgoglioso di questa FAMIGLIA!!! #teamreggio».

Un altro sempre sotto i riflettori, Amedeo Della Valle, si divide fra commozione, orgoglio e la rabbia per le offese che ha ricevuto in quantità purtroppo industriale. «Non cambierei questi compagni con nessuno. Ogni singolo compagno. Nel bene e nel male. Onore a Sassari. Ma vergogna a chi insulta i giocatori», afferma su Twitter. Su Facebook invece si lascia andare alle emozioni, dopo una delle scene più toccanti del dopogara, il suo lunghissimo abbraccio col padre Carlo in mezzo al campo, fra gli applausi dei presenti. Carica una foto che immortale il momento e aggiunge: «Fa male. Ma è andata così. Non è forte chi non cade, ma chi cadendo ha la forza di rialzarsi. GRAZIE REGGIO EMILIA. Grazie Papà».

C’è chi poi ha aspettato sabato per metabolizzare un minimo la botta, per poi articolare discorsi più complessi. Cinciarini, unico a parlare in sala stampa dopo la gara, da capitano vero, ieri ha scritto alcune righe zuppe di dolore ma soprattutto di fierezza, di orgoglio: «la vita è una ruota che gira e oggi sono qui a smaltire una delusione davvero incredibile. Ma sono fiero di aver giocato con a fianco dei compagni meravigliosi che oltre a essere grandi giocatori sono UOMINI VERI».

E consapevole di aver vissuto giorni immortali: «le emozioni e il calore che ci avete dato, beh quello rimarrà sempre nel mio Cuore».

Anche il viceallenatore Flavio Fioretti allarga il tiro. Prima sottolinea che un canestro cambia la partita, «ma non una stagione dove la squadra, lo staff, la società, il patron Landi e il presidente Paterlini, col sacrificio ed il cuore ci hanno fatto sognare».

Poi si scioglie dedicando un pensiero da occhi rossi a quella che ormai è la sua seconda casa dopo Cantù: «Grazie Reggio di avermi adottato da ormai 5 anni ed avermi fatto sognare, arrabbiare per le sconfitte ed esultare nelle vittorie. Ieri è finito un sogno ma domani ancora insieme ne iniziamo uno nuovo».

A questi post se ne aggiungono migliaia di appassionati reggiani di ogni genere, spaccati fra rancori, amarezze e tentativi di sdrammatizzare, per quanto sia possibile farlo. L’incontenibile pagina della Faccia cattiva di Della Valle tutti i giorni pubblica prima una foto di metà palazzetto che sventola i cartelli della faccia cattiva, e poi una rielaborazione dell’immagine, con lacrime copiose.

Altri tifosi invece ironizzano sull’invito del primo ministro Renzi. In pura tradizione USA, riceverà i campioni a Palazzo Chigi: «beh, almeno questo se lo sono evitato», è il commento a mezzo sorriso.

La maggior parte, però, pur col magone pensa positivo: «dopo un raccolto ne viene un altro».

Importante è crederci e seminare come avete fatto voi», sostiene Stefano Botti. Su tutto, domina comunque la gratitudine per il sogno assemblato, finito a 2 soli punti dalla concretizzazione. Un pensiero ben chiarito da Gabriele Fontana: «grazie comunque ai ragazzi della pallacanestro reggiana, per averci fatto vivere un mese incredibile. La giornata di ieri resterà nella mia mente per molto, l'attesa, il prepartita infinito, gli aperitivi per gara, l'ingresso al palazzo gremito e la ricerca di un posto, il tifo sfrenato per tutta la partita e purtroppo anche l'epilogo! Oggi, senza voce, ma con la speranza di riprovarci al più presto».

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