Gazzetta di Reggio

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Zanni ora rischia il daspo per il contatto con Sosa

di Tiziano Soresina
Zanni ora rischia il daspo per il contatto con Sosa

L’imprenditore: «Chiedo scusa al club e alla città, ma è venuto lui verso di me» Tifoso 35enne di Boretto nei guai: ha gettato un fumogeno contro la prefettura

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REGGIO EMILIA. Lo dice a chiare lettere – con i cronisti – il vicequestore Cesare Capocasa: la “blindatura” della città per la gara-scudetto ha funzionato, aggiungendo subito che in due occasioni c’è stato comunque lavoro per la Digos. Il primo caso riguarda l’ormai stranoto “contatto” durante la partita fra un tifoso del parterre (l’imprenditore 45enne Federico Zanni) e il giocatore sassarese Edgar Sosa. Per la Digos il tifoso biancorosso è entrato nel rettangolo di gioco per provocare la reazione di Sosa (da qui il fallo tecnico) e gli agenti attendono anche la relazione dei colleghi di Sassari su quanto accaduto mercoledì in gara-6 nell’impianto sardo in cui Zanni è stato allontanato perché trovato in possesso di un coltello da cucina e – come conferma l’avvocato difensore Matteo Iotti – quel coltello è stato sequestrato e la procura di Sassari ha aperto un procedimento. Con in mano la relazione sassarese, la Digos vuole valutare se sottoporre Zanni a daspo. «Sono addolorato per l’episodio – spiega Zanni – è stata la mia passione per il basket e l’amicizia che mi lega con tutti i componenti del club a portarmi a compiere questo gesto. Chiedo scusa alla Pallacanestro Reggiana e alla città di Reggio. Voglio però specificare che non ho invaso il terreno di gioco, è stato Sosa a venire verso di me ed abbiamo discusso sul fallo che gli era stato fischiato e per placare il suo ardore e consolarlo gli ho messo le mani sul viso. Quest’ultima cosa però non dovevo farla. Se il club sarà sanzionato, coprirò la multa con una sponsorizzazione equivalente. A Sassari mercoledì ho solo tagliato la solita punta di Parmigiano nel parterre come ho fatto in tutti i playoff, stavolta con un coltello che mi è stato dato da una tifosa sassarese. In tanti possono testimoniarlo. Poi è arrivato un agente che mi ha portato fuori dall’impianto e sequestrato il coltello, ma non ho fatto nulla».

Invece un 35enne di Boretto – ieri all’una – ha lanciato un fumogeno e preso a calci il portone della prefettura. Essendo un obiettivo sensibile la Digos è piombata in fretta sul tifoso biancorosso apparso alticcio ma che si è messo in grossi guai: è denunciato per accensioni ed esplosioni pericolose, imbrattamento e danneggiamento.

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