Cabrini: «La Saturno sa vincere coi giovani»
GUASTALLA. Chiusa una stagione sportiva non si fa altro che tirare somme, fare un bilancio e proiettarsi in quella futura anche se sembra troppo presto ma un'annata calcistica la si costruisce già da...
GUASTALLA. Chiusa una stagione sportiva non si fa altro che tirare somme, fare un bilancio e proiettarsi in quella futura anche se sembra troppo presto ma un'annata calcistica la si costruisce già da ora. A fare il bilancio è uno dei veri ed indiscussi protagonisti della stagione calcistica 2014/2015: l'allenatore della Saturno Fabrizio Cabrini. E’ il condottiero di questa “storica” promozione in Seconda categoria per gli arancioneri di Guastalla: 42 gol fatti, 8 subiti ( 3 nel gironi di ritorno ) 16 vittorie 8 pareggi 0 sconfitte.
Mister, come ci si sente ad aver compiuto un'impresa così eccezionale, ancora di più se pensiamo essere maturata in una società dalla forte vocazione al settore giovanile più che alla prima squadra?
«Eh…sorride.. è una bella soddisfazione. Specialmente se penso che la squadra non è stata costruita per vincere obbligatoriamente e per ammazzare il campionato. Il mandato che mi ha dato la società è stato quello di creare una squadra capace di ridare fiducia ed entusiasmo ad un ambiente un po'depresso. Una squadra totalmente nuova con molti giovani '93-'94-'95. So cosa significa lavorare coi giovani, le difficoltà che si possono incontrare. Per anni ho allenato la juniores e si sa che un gruppo nuovo fatto di giovani paga sempre una partenza lenta».
Quindi è stata una partenza in salita
«Sì, all'inizio ci definirei belli ma poco concreti… salvo poi disputare un girone di ritorno in continua crescita».
Quale è stata la svolta?
«La vera svolta del gruppo è stata a novembre quando distaccati di diversi punti si poteva mollare invece lì i ragazzi mi hanno stupito e la forza del gruppo ha fatto la differenza. Il calcio si fa con la testa e con ciò che si dentro: ci siamo parlati chiaro ed è stato un crescendo fino alla quinta di ritorno quando siamo andati a Montebello, primi in classifica. Partita dominata e aggancio in vetta. Da quel momento abbiamo capito che potevamo sognare.
Il segreto di questo successo quindi deriva dal gruppo?
«Il segreto è il gruppo… ma non solo dei giocatori. Con gruppo intendo la dirigenza, anch'essa cresciuta molto nella mentalità in questo periodo e poi dello staff tecnico e giocatori. Queste componenti sono gli attori determinanti per un successo».
Mister, diciamocelo, non hai vinto la Champions League, hai vinto un campionato di Terza categoria…
«Vincere nel calcio non è mai facile. In qualsiasi categoria. Con e contro qualsiasi squadra. Chi fa vincere è la mentalità: che tu sia in terza categoria o in serie A è la mentalità che fa la differenza. La nostra squadra tecnicamente non era tra le migliori ma la nostra forza è stata la continuità, eravamo una squadra quadrata, compatta ma soprattutto determinata».
Dediche particolari?
«Ai miei ragazzi! Complimenti al gruppo, nessuno che abbia voluto apparire come la prima donna, ma tutti si sono sacrificati aiutandosi per il bene comune della squadra».
Cosa pensi del settore giovanile della Saturno?
«Un grande lavoro! Svolto al meglio. Anch'io sono rimasto sorpreso dalla professionalità del lavoro del settore giovanile. E credo che avere una prima squadra che lavora e pensa con una certa mentalità possa far bene a tutti…anche ai giovani che seguo sempre da vicino».
Cosa si aspetta dalla prossima stagione?
«Non mi do limiti. So che tutto dipenderà da noi: dal nostro modo di affrontare la nuova categoria. Mi auguro che questo fantastico gruppo possa stupirmi ancora una volta».
Matteo Daolio
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