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Vavassori entra, Compagni presidente

di Wainer Magnani
Vavassori entra, Compagni presidente

Per il ripescaggio in serie B c’è una possibilità per evitare di pagare il milione di euro a fondo perduto: rivedere la classifica

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REGGIO EMILIA. Oggi inizia ufficialmente il nuovo corso della Reggiana sotto il segno di Stefano Compagni e Pietro Vavassori.

E’ il segnale tanto atteso dai tifosi reggiani: l’ingresso dell’imprenditore milanese Pietro Vavassori nell’azionariato granata col 34% e l’ascesa alla presidenza di Stefano Compagni.

Il tutto si è materializzato nel vertice che si è tenuto domenica sera a Milano, alla presenza anche del digi Raffaele Ferrara e che oggi sarà presentato nel corso di una conferenza stampa.

Il nuovo assetto societario, almeno per il momento, vede Barilli scendere dall’84% al 32% con Vavassori che si assesta al 40% e il gruppo Mectiles che passa dal 18% al 28%. A breve sono previsti altri ingressi di soci che andranno a rilevare quote oggi detenute da Barilli. Da tempo si parla del gruppo BiTecnology ma non solo. Lo stesso Luca Mancini potrebbe rilevare una quota minima d’inserimento.

Una svolta voluta e probabilmente necessaria da parte di Alessandro Barilli per dare vita a un progetto sportivo ambizioso. L’attuale presidente si era messo nelle condizioni di poter iscrivere la squadra alla Lega Pro ma, per sua stessa ammissione, da solo non avrebbe potuto garantire l’allestimento di una Reggiana competitiva. Una scelta, dunque, obbligata.

La filosofia della nuova società tenderà a coinvolgere sempre di più le forze economiche del territorio e anche i singoli tifosi granata. L’idea è di puntare a un azionariato diffuso e a un consiglio d’amministrazione dove anche i tifosi possono essere rappresentati. E’ brutto dirlo ma una Reggiana stile nuovo Parma (otto importanti imprenditori parmigiani più un rappresentante dei tifosi). Non a caso si valuterà l’idea da una parte di un azionariato popolare e dall’altra delle cessioni di abbonamenti pluriennali. Si potrebbe dire un ritorno al passato: Franco Dal Cin lo mise in atto per costruire lo stadio Giglio, Stefano Compagni lo potrebbe indirizzare per allestire una Reggiana in grado di tornare ai fasti di un tempo. In questa logica si ripartirà dagli undicimila tifosi granata che si sono ritrovati sugli spalti in occasione della sfida play off col Bassano. Una società forte, autorevole, trasparente ma anche ambiziosa.

Si guarderà con attenzione a ciò che sta accadendo in serie B con le clamorose dichiarazioni del presidente del Catania Pulvirenti “ho comprato 5 partite con 100mila euro” che sicuramente daranno vita a un autentico terremoto. Lo stesso vale per il caso-Teramo.

Il ripescaggio rappresenta un passaggio delicato e oneroso per il versamento di un milione di euro a fondo perduto ma c’è anche un’altra soluzione: ridisegnare la classifica. Se in effetti il Teramo sarà retrocesso o penalizzato per illecito si porrà il quesito: chi al suo posto? L’Ascoli, che però ha perso lo spareggio con la Reggiana oppure il Bassano, che però, non ha uno stadio a norma?

In poche parole la Federcalcio potrebbe stabilire che le società che hanno diritto al ripescaggio per sostituire il Parma e il Catania (i siciliani rischiano di ritrovarsi in serie D per responsabilità diretta) dovranno versare il milione di euro mentre se vi sarà una rielaborazione della classifica del girone B di Lega Pro, la società indicata non dovrà versare nessun obolo a fondo perduto ma avere le carte in regola (stadio a norma) per poter accedere alla serie B.

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