«C’è tutto per fare grande la Reggiana»
Pietro Vavassori tra una battuta e l’altra annuncia il suo ingresso in società e incorona Stefano Compani presidente
REGGIO EMILIA. Eccoli lì, i quattro, anzi no i sei dell’Ave Maria, forse sette perchè Guido Tamelli ha preferito, per il momento, un basso profilo. Stefano Compagni parla già da presidente, Alessandro Barilli sembra ormai ai titoli di coda del suo mandato da azionista di maggioranza. Medici, Fontanili e Ferrara accompagnano questo nuovo percorso granata ma il valore aggiunto, in tutti i sensi, è Pietro Vavassori che ha catturato l’attenzione. Un vero “animale” da palcoscenico ma soprattutto un appassionato di calcio. Istrionico e acuto. Ama dire le verità scherzando, con una sottile ironia.
In tempi non sospetti la prima domanda che volevamo porre era questa: perché Vavassori vuole fare calcio a Reggio Emilia. «Per passione e libidine per il calcio. Privilegio il settore giovanile che ha anche e soprattutto una funzione sociale. Mi piace vedere la crescita dei ragazzi e poi amo vedere giocare bene a calcio, com’è stato lo scorso anno la Reggiana. La mia gratificazione era sentire amici che elogiavano il calcio proposto dalla squadra». Si ritiene anche un intenditore di calcio ma ci scherza molto. Non farà il presidente «Stefano è già preparato» tanto meno il consigliere «darò la delega a Raffaele Ferrara» ma sarà l’azionista di riferimento. «A Reggio c’è tutto per fare una grande Reggiana – rimarca con forza – un pubblico e soprattutto una curva Sud che tutti ci invidiano, uno splendido stadio, un’imprenditoria attenta e ora anche un gruppo dirigenziale importante ma piedi per terra. Io farò la mia parte, come spero la facciano i tifosi, gli imprenditori locali. Io e mio figlio ci siamo innamorati di Reggio e dei reggiani».
Pietro Vavassori è anche un grande provocatore: «In base agli abbonati faremo gli acquisti: più siamo, anzi siete e più possibilità avrà il direttore Ferrara di scegliere buoni giocatori. Io comunque vigilerò, anzi lo consiglierò a dovere». Poi lancia un’altra idea, che non è casuale: «Ho visto Reggio impazzire di gioia prima per il calcio e poi per il basket e ho sognato: perché non si può dare vita a una Polisportiva? Non voglio fare i ringraziamenti, anzi sì ma non sono ancora un azionista granata» oggi, però, lo sarà a tutti gli effetti. Vavasori precisa che le quote sono diverse da quelle anticipate. Ci sono ancora dettagli da definire ma i tifosi possono stare tranquilli: siamo gente seria e se siamo arrivati fin qui è anche per merito di Barilli. Questo gli va riconosciuto».
La chiusura è per la “sua” Pro Patria: «il primo amore non si dimentica e vorrei affidarla in mani sicure ma non so se ci riuscirò».
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