Gazzetta di Reggio

Sport

Berlusconi rilancia il Milan: «Grandi colpi per mirare al titolo»

Berlusconi rilancia il Milan: «Grandi colpi per mirare al titolo»

Il presidente: «Imperativo è arrivare in Champions» Mihajlovic: «Non sono ruffiano ma pronto al confronto»

2 MINUTI DI LETTURA





MILANO. Il Milan ha «l'imperativo categorico di tornare in Champions League» e «può competere con la Juve per lo scudetto». Ecco gli obiettivi dettati da Silvio Berlusconi al battesimo di Sinisa Mihajlovic. Il nuovo allenatore potrà contare su colpi che ricordano i tempi d'oro, da Bacca a Luiz Adriano, aspettando Ibrahimovic, e nel frattempo mette in chiaro di non volersi inventare un'anima rossonera («non sono un ruffiano») e di essere pronto al confronto con il presidente, «purché resti fra me, lui e Galliani». Si annuncia un confronto franco, come fanno intuire due scene: il serbo che interrompe un intervento del presidente per riprendere la parola: «Non ho finito ancora»; e Berlusconi che più tardi sorride ricordando «di essere quello che ne capisce più di calcio». Nei 40' di conferenza stampa non sono mancate le battute dell'ex premier che, claudicante («Giocando a pallone mi sono fatto male a un ginocchio: sono il primo infortunato dell'anno...»), delinea lo stato dell'arte del Milan. Si parte dal concetto fondamentale di «tornare a essere padroni del campo», come non è riuscito al Milan di Inzaghi con il quale, spiega Berlusconi, «ci siamo comportati con classe e generosità: per affetto e riconoscenza dovuti non abbiamo fatto cambiamenti nel girone di ritorno». Di sicuro Mihajlovic ha una rosa più competitiva. È sfumato Jackson Martinez «ma Bacca è sul suo stesso piano», assicura il presidente, annunciando che il colombiano «sarà chiamato Carlos sulla maglia perché ha un nome non eufonico». Poi sono arrivati Bertolacci, Luiz Adriano e si attende Ibrahimovic. Chissà se si riferisce a lui Galliani dicendo a Berlusconi fuori onda: «Siamo vicinissimi». «Se viene ce lo pigliamo È un grande, farebbe comodissimo a qualunque squadra», sorride l'ex premier. «È una campagna acquisti costosa come quella elettorale», nota il Cavaliere dopo averle confuse con un lapsus. E «sono soldi della mia famiglia», sottolinea spiegando che Bee Taechaubol «non ne ha ancora portati». Lo farà quando, entro fine luglio, si chiuderà la cessione del 48%. «Ho aperto a un socio per riportare il Milan a essere il club più titolato al mondo».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google