Reggiana: nel mirino le punte Arma e Finocchio
L’attaccante si sta allenando alla palestra Eden e conferma: «Mi piace l’idea di giocare a Reggio e in granata vorrebbe venire anche Rachid»
REGGIO EMILIA. «Mi affascina l’idea di giocare nella Reggiana, da reggiano sarebbe un sogno». Parole e musica sono di Francesco Finocchio, attaccante esterno di 22 anni, lo scorso anno a Pisa ma svincolato perché rientrato nel fallimento del Parma. In questi giorni si sta allenando all’Eden, una palestra popolata da ex granata: dai fratelli Bagnacani a Fabio Caselli.
«Il Trapani mi voleva confermare ma il Parma non ha voluto. Strano il mondo». Francesco Finocchio è un ragazzo reggiano che non ha mai indossato la maglia granata perché da giovanissimo è approdato al Parma ma ogni volta che ha affrontato la Reggiana ha fatto vedere i sorci verdi ai difensori granata. «Con il Feralpisalò sono salito nella ripresa – ricorda – e ho segnato la mia prima doppietta». Lo scorso campionato è tornato a Reggio con la maglia del Pisa e ha fatto sfracelli. «La vittoria della Coppa col Nova Gorica resta il traguardo più prestigioso». Finocchio è svincolato e non nasconde di aver ricevuto diverse richieste da società di serie B o di Lega Pro che potrebbero essere ripescate. «Brescia, Entella e Ascoli si sono fatte avanti – sottolinea – ma è logico che la Reggiana è la Reggiana». Non vuole sbilanciarsi tanto meno ammettere di essere stato contattato dal digi Ferrara. «C’era un discorso legato alla nuova società, ora leggo che è tutto a posto».
Francesco Finocchio, però, fa un’ammissione: «Della Reggiana mi ha chiesto informazioni Rachid Arma, mio compagno di reparto a Pisa. Mi ha detto che Reggio è una soluzione che gli piace. Non so fino a che punto è un suo desiderio oppure c’è una reale trattativa, di sicuro è un attaccante di assoluto valore e che potrebbe sposarsi bene con il progetto tecnico granata».
Un tridente Siega-Arma-Finocchio, in effetti, è di tutto rispetto. Ad avvalorare questa possibilità c’è un particolare che ammette lo stesso Francesco: «So che a Reggio c’è entusiasmo e fermento tra i tifosi. L’ho visto quando ho giocato al Città del Tricolore ma soprattutto Parola e Mignanelli mi hanno parlato bene dell’ambiente e in particolar modo del tecnico Colombo».
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