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Il Parma “scippa” al Lentigione anche il diesse Andrea Monica

Il Parma “scippa” al Lentigione anche il diesse Andrea Monica

LENTIGIONE. Se per lo scippo di Gigi Apolloni il patron Amadei aveva chiesto almeno una telefonata di Nevio Scala, neo presidente del Parma, adesso che non solo il tecnico ma anche il diesse Andrea...

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LENTIGIONE. Se per lo scippo di Gigi Apolloni il patron Amadei aveva chiesto almeno una telefonata di Nevio Scala, neo presidente del Parma, adesso che non solo il tecnico ma anche il diesse Andrea Monica e il responsabile del settore giovanile Christan Dao, forse è il caso di pretendere delle scuse per iscritto. Battute a parte – ma non troppo – la querelle tra il Lentigione e il Parma rischia di avere dei connotati grotteschi perché sembra che il Parma 1913 voglia attingere a pieni mani dal Lentigione di Amadei come se la piccola ma orgogliosa compagine brescellese venga indicata come un punto di riferimento. Un modello da seguire e ovviamente da attingere a piene mani. Sì, perché se Apolloni è destinato a guidare la panchina, il duo Monica-Dao andrà a far parte del settore giovanile sotto la gestione di un altro ex granata Fausto Pizzi. L’idea del Parma è quella di ricreare una famiglia composta da tutti giocatori parmigiani o ex crociati. In questa logica c’è chi sussurra che a breve lascerà il Lentigione un altro predestinato: Filippo Savi.

Savi è il regista che ha portato il Lentigione in serie D. È cresciuto nelle giovanili del Parma fin da bambino, nel gruppo in cui giocavano Giuseppe Rossi, Arturo Lupoli, Marco Rossi e Daniele Dessena. Ha esordito in Serie A il 23 aprile 2005 in Milan-Parma 3-0. Nella prima stagione di massima serie ha collezionato solo due presenze, ma viene schierato più volte in gare di Coppa Uefa e sarà protagonista della spedizione europea dagli ottavi fino alle semifinali (perse contro il Cska Mosca). Nella sua seconda stagione di Serie A (2005/06) colleziona invece otto presenze, senza mai andare a segno. I continui problemi fisici lo hanno costretto a trascorrere lunghi periodi in infermeria ed in convalescenza. Seppur giovanissimo, nel 2004 e nel 2005 ha dovuto affrontare due delicate operazioni al legamento crociato anteriore del ginocchio sinistro. Solo lo scorso anno alla corte del Lentigione ha giocato un’intera stagione (29 partite e due reti) ritrovando una totale ideoneità fisica dato che sulle qualità tecniche non si discute.

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