Gli Hogs si sentono i campioni poveri di Reggio
Federico Scolari: «Non abbiamo un campo per allenarci, dopo 30 anni di attività meritiamo rispetto»
REGGIO EMILIA. Gli Hogs del Football Americano trionfano al Vigorelli contro i Blacks Rivoli per 28-0 ma per il dirigente Federico Scolari la vittoria più grande arriverà quando la squadra potrà usufruire di una struttura adeguata dopo 30 anni di storia e molti trofei messi in bacheca.
Hogs schiacciasassi?
«Schiacciasassi perchè ci alleniamo più degli avversari col sistema portato in Italia dal nostro primo allenatore, Dwaine Hacth, che continua a funzionare soprattutto vista la differenza di peso della linea d'attacco, dato che i nostri solitamente sono più piccoli e giovani».
Non si è trattato del primo trofeo vinto.
«Con le federazioni separate abbiamo vinto uno scudetto giocando con solo atleti italiani, come nel torneo appena vinto, ma ci sono in bacheca altri tre campionati inferiori e la Challenge Cup, una sorta di Coppa Uefa riservata ai secondi e terzi classificati che scegliemmo di fare per motivi di budget dopo l'altro scudetto».
Cosa implica questo successo per il futuro?
«Vincendo la Seconda divisione si ha diritto alla promozione nella categoria superiore ma il problema ora sarà capire se ci sono le risorse e l'impegno dei nostri giocatori perché non vogliamo prendere esterni con rimborsi spese, vogliamo restare in ambito dilettantistico e soprattutto vorremmo avere un campo a nostra disposizione».
Cioè?
«Ci alleniamo in via Makallè sul campo da hockey su prato con misure diverse e senza tutte le nostre linee di gioco marcate e durante le gare non è facile adeguarsi. Tra l'altro dobbiamo limitare il settore giovanile perché i campi ci costano troppo e ci sono disponibili solo in notturna. Abbiamo proposto al Comune un piano d’investimento con più suggetti. Non è possibile, dopo 30 anni, non avere un punto di riferimento e addirittura allenarsi su strutture non adeguate: pensate se una squadra di calcio si allenasse su un terreno senza aree di rigore e una di basket senza la linea dei tre punti». [[atex:gelocal:gazzetta-di-reggio:sport:1.11736579:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.gazzettadireggio.it/sport/2015/07/06/news/gli-hogs-vincono-il-titolo-di-seconda-divisione-1.11736579]]
Questi successi hanno creato un buon movimento?
«Ogni squadra deve fare da sola. In 30 anni di attività sono passati più di 1000 giocatori ma dobbiamo andare nelle scuole a cercarli perché non abbiamo palcoscenico. A livello nazionale stanno cercando di promuovere la vetrina della Serie A, invece dovrebbero ampliare il numero dei praticanti come è stato per il rugby grazie anche alla partecipazione alSei Nazioni».
A Milano c’erano però tanti tifosi.
«Circa 200 persone ma anche al Torelli di Scandiano (sede casalinga delle gare di campionato, ndc) riempiamo la tribuna nelle belle giornate: parenti ed amici ma anche appassionati, uno su tutti Arturo Borghi che adesso è impegnato nel Torneo della montagna con la Vianese».
E’ stato toccante la dedica ad Enea Codeluppi.
«E’ stata una perdita molto sentita nel nostro ambiente perché Enea e la sua famiglia erano molto legati alla nostra società. Il padre spesso ci accompagnava dandoci una mano e noi abbiamo cercato di stare il più possibile vicini alla famiglia, anzi, vorremmo proporre proprio il suo nome al futuro campo».
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