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Cavazzoli lascia: «Non mi diverto Rubiera non è il mio ambiente»

Cavazzoli lascia: «Non mi diverto Rubiera non è il mio ambiente»

RUBIERA. Mauro Cavazzoli lascia la Folgore Rubiera. La decisione del vice Presidente della società biancorossoazzurra, nata dalla fusione tra Folgore Bagno e Rubierese e della quale era stato...

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RUBIERA. Mauro Cavazzoli lascia la Folgore Rubiera. La decisione del vice Presidente della società biancorossoazzurra, nata dalla fusione tra Folgore Bagno e Rubierese e della quale era stato principale fautore, arriva come un fulmine a ciel sereno. In realtà, l'ex dirigente ed imprenditore di un'azienda con sede a Rubiera, rimarrà come sponsor della società, anche se sarà difficile rivederlo sulle tribune del Valeriani.

Cavazzoli, cosa l'ha indotta a lasciare dopo 42 anni?

«Ho perso gli stimoli. Non mi diverto più. Mi spiace lasciare persone come il presidente Angelo Ricchetti che si è rivelato essere anche meglio di come me lo sarei aspettato, ma il mondo della ex Rubierese non ha nulla a che fare con quello della ex Folgore Bagno. Per questo preferisco farmi da parte».

In che senso?

«A Bagno abbiamo sempre cercato di far gruppo, fondando i nostri successi sportivi sull'amicizia e la solidarietà di una frazione che aveva nel calcio la massima espressione. Ora, anche per pressanti impegni di lavoro, quel divertimento che provavo nel gestire il nostro giochino, mi manca».

Ma cosa intende per ambiente della ex Rubierese?

«Intendo che in un paese che ha una lunghissima tradizione calcistica, certe situazioni non si possono cancellare. Forse avrei dovuto anche immaginarlo quando ho spinto a lungo per la fusione che reputo tutt'ora una cosa fondamentale per la sopravvivenza di entrambe. La storia non si può cancellare ed io ho perso la possibilità di sfottere i miei avversari».

Ma non lo sapeva quando ha spinto per la fusione?

«Potevo pensarlo. Ma non avrei mai immaginato mi sarebbe mancato così tanto il campanilismo. Noi eravamo abituati ad un calcio d'altri tempi, dove si litigava anche con l'allenatore, ma dopo un'ora si tornava a tavola tutti assieme. In 40 anni di Folgore Bagno abbiamo esonerato un solo tecnico».

C'erano screzi sulla gestione?

«No. La società è sana, anche grazie al lavoro di questi anni di fusione. L'organico verrà rinforzato e la squadra che ne uscirà sarà competitiva. Mi mancano il tempo e la forza di andare al tavolo a picchiare i pugni per qualcosa in cui credo. Da un anno maturavo questa decisione e ora l'ho messa in pratica».

Nessun dissapore, quindi?

«Nessuno. Infatti rimarrò come sponsor e come collante con il gruppo di partner che mi affianca da sempre, così come rimarranno gli altri dirigenti migrati dalla Folgore».

Cosa le resta?

«Ho conosciuto allenatori come Pierantonio Torroni e Giulio Mussini e giocatori, come Emiliano Melli e Gennaro Vado che non dimenticherò».

Alessandro Zelioli

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