Alessi è l’atleta più amato «Io, reggiano d’adozione»
Calcio, Beppe: «I tifosi hanno capito il mio attaccamento alla maglia granata Nel murales mi piacerebbe essere raffigurato assieme a Silenzi e Sgarbossa»
REGGIO EMILIA. Stupito, soddisfatto, orgoglioso, felice: con questo mix di sentimenti Beppe Alessi ha accolto la notizia della vittoria nel sondaggio fatto tra i tifosi per eleggere il granata più amato di sempre e farlo diventare uno dei personaggio del “murales granata” che andrà a colorare il vecchio stadio Mirabello. Alessi è stato, in assoluto, il giocatore più votato di tutti i tempi.
«Non capita tutti i giorni –dice Beppe Alessi mentre si gode le vacanze nel mare di Sicilia – di essere votato come il giocatore più amato dai tifosi reggiani».
Si è dato una spiegazione per questo trionfo?
«Forse hanno capito l’attaccamento alla squadra e alla maglia che ho avuto in questi anni. Quella di venire alla Reggiana fu una scelta che in quel momento non si spiegava: lasciavo la serie B per ripartire dalla C2. Era una bella scommessa».
Si può dire scommessa vinta?
«Assolutamente sì. Perché sono stato bene e perché i tifosi mi hanno amato e apprezzato».
Secondo lei da chi sono arrivati i voti che le hanno permesso di trionfare?
«Spero che almeno i parenti più stretti mi abbiano votato – scherza Alessi – battute a parte, credo di aver raccolto i voti di diverse generazioni. Sicuramente dei più giovani, ma anche da quelli un po’ più avanti negli anni».
Vicino a chi vorrebbe essere ritratto?
«Scelta difficile però azzardo: Silenzi e Sgarbossa».
Questa vittoria nel sondaggio dimostra che il rigore di Bassano è già stato dimenticato?
«Non poteva essere quel rigore ad infangare un passato così ricco di soddisfazioni. E questo i tifosi l’hanno capito. Ma non è stato quel rigore a farmi andare fuori di testa se ripenso alla partita di Bassano».
Si riferisce allora a quel colpo di testa fuori di un millimetro allo scadere dei supplementari?
«Esatto. Già mi vedevo a scavalcare la rete per correre in curva ad abbracciare i miei figli. Invece…».
Vorrà dire che la ricorderanno per il rigore di Cuneo. Conferma che voleva fare il cucchiaio?
«Confermo tutto».
Tanti attestati di stima e di affetto portano a pensare che non si libereranno facilmente di lei. E’ così?
E’ proprio così. Ormai sono a tutti gli effetti un reggiano d’adozione».
Anche perché il granata continuerà ad essere il suo colore: ma in quale veste si vede il prossimo anno?
«Francamente non lo so. In questo momento mi godo le vacanze poi vedremo cosa ci sarà nel futuro. Di sicuro continuerò a far parte della famiglia granata, poi vedremo in quale veste: giocatore, allenatore o dirigente».
Se ripensa alle 199 casacche indossate con la maglia granata, quali sono gli episodi che non dimenticherà?
«I tredici gol srealizzato otto la gestione Amedeo Mangone, il gol da metà campo messo a segno contro il Marcianise, ovviamente il rigore salvezza nella partita di ritorno dei play out a Cuneo e non poteva mancare la soddisfazione per la promozione in serie C1 con Alessandro Pane a Castelnuovo Garfagnana».
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