Terranova: «Dovevamo chiuderla noi»
TOANO. Espulso e felice. Luciano Casoni, allenatore del Corneto, al 42’ della ripresa è entrato in campo calciando il pallone su ripartenza del Collagna: «Mi era sembrato – spiega il tecnico – che un...
TOANO. Espulso e felice. Luciano Casoni, allenatore del Corneto, al 42’ della ripresa è entrato in campo calciando il pallone su ripartenza del Collagna: «Mi era sembrato – spiega il tecnico – che un mio giocatore avesse ricevuto un pugno, anche se poi mi sono reso conto che le cose non stavano così; e da ex giocatore ho avuto l’istinto di calciare il pallone». Casoni commenta poi il match: «Nel primo tempo pensavamo più a parlare con l’arbitro che a giocare. Ci siamo ripresi nel secondo tempo, e loro sono calati. Penso che il risultato più giusto sarebbe stato il pareggio, però la fortuna ha voluto che fossimo noi a qualificarci».
L'espulsione di Spattini?
«Giusta, ha colpito con un calcio un avversario a terra».
Delusione e rabbia, sul fronte del Collagna, dove a fine gara qualcuno tra la dirigenza ha avuto parecchio da ridire nei confronti dell’arbitro.
Perfettamente tranquille, invece, le dichiarazioni dell’attaccante Pietro Terranova: «Credo che sul 2-0 abbiamo avuto il torto di abbassare mentalmente la guardia, pensando di averla già vinta quando invece mancavano ancora più di quaranta minuti. Tra l’altro, nonostante questo, abbiamo anche continuato a creare tanto, purtroppo sbagliando. E nel calcio se sbagli paghi. Il rigore? Il mio compagno dice di aver ribattuto la palla di schiena. Direi che l’arbitro non ci ha aiutato. Peccato, perché secondo me avremmo meritato la vittoria, così come ci saremmo meritati la qualificazione alla fase finale». (m.b.)
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