Rugby, Redolfini: "Riparto da Reggio"
L’ex Zebra è già entrato nel gruppo dei Diavoli e racconta le ragioni della sua scelta
REGGIO EMILIA. I Diavoli sono davvero determinati per la stagione che è alle porte. Uno degli ingaggi chiave, più importanti di questa fase estiva, atta a migliorare il gruppo che già l’anno scorso è arrivato a un soffio dalle finali, è sicuramente il pilone Luca Redolfini.
Un atleta di alto livello, una delle migliori prime linee del movimento italiano, con alle spalle esperienze con Viadana in Eccellenza, Aironi e Zebre in Celtic League, infatti ha scelto di sposare il progetto reggiano per il campionato 2015/2016, vestendo la maglia rossonera. Questo però è solo il risultato di un club lungimirante che ancora una volta punta sui giovani, per dare un futuro sportivo, ma non solo, puntando anche su una crescita personale e lavorativa dei propri atleti.
Nonostante sia arrivato da soli otto giorni all’impianto Crocetta Canalina dove sono iniziati gli allenamenti dei Diavoli, Luca Redolfini si è già ben inserito nel gruppo che si sta preparando per affrontare un nuovo campionato di serie A.
Sguardo diretto, sorriso aperto, questo pilone “tutto italiano” ha raggiunto livelli importanti nel rugby internazionale: ora riparte da Reggio Emilia con lo stesso entusiasmo e con la stessa umiltà che gli ha permesso di raggiungere palcoscenici internazionali nonostante abbia iniziato a giocare a 17 anni (tardi, per i guru di ultima generazione della palla ovale!).
“Ho parlato subito con il direttore generale del Reggio, quando ancora ero alle Zebre ma già si sapeva che ci sarebbe stato un cambio di organigramma nella Franchigia Federale – racconta Luca Redolfini – Roberto Manghi mi ha spiegato il progetto del club rossonero e io ho capito dal primo istante che era un progetto da tenere in alta considerazione. Nelle settimane successive poi la collaborazione con le Zebre si è interrotta e mi rimanevano due strade da percorrere: o rimanere nell’alto livello, in Italia con Treviso o all’estero, o trovare una strada che mi permettesse di cominciare a pensare a un percorso di vita che mi veda protagonista nel rugby ma anche nel costruire qualcosa di solido e duraturo per la mia vita futura.
Il progetto Reggio mi dà la possibilità di giocare in Serie A e nel frattempo dedicarmi a costruire il mio futuro come uomo che non immagino nello sport. Inoltre, Reggio è un club in evoluzione, che vuole crescere e migliorarsi con un ritmo magari non esponenziale ma continuo. Reggio è una società che guarda al futuro: ha una struttura molto valida paragonata alle realtà della Serie A e ad alcune di Eccellenza, mi fido inoltre dei metodi e della serietà dello staff tecnico e dirigenziale che fin da subito mi hanno fatto un’ottima impressione. Infine ho la possibilità di rimanere vicino a casa, essendo tra Parma e Mantova, mio paese d’origine”.
“Quello che spero di ritrovare qui a Reggio – conclude Redolfini che ha iniziato assieme ai compagni gli allenamenti – sono un po’ quelle sfumature che caratterizzano una realtà professionale anche se non professionista, le stesse che mi avevano fatto appassionare a questo sport a Mantova e poi a Viadana. Le attività di gruppo, l’ambiente goliardico ma anche di forte rispetto; la differenza sostanziale di chi pratica uno sport con passione è che anche se lavora tutto il giorno, viene poi ad allenarsi col sorriso, con voglia di fare e di dare il massimo”.
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