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Pesenti: «Reggiana, voglio smentire chi dice che sono finito»

di Juri Panciroli
Pesenti: «Reggiana, voglio smentire chi dice che sono finito»

«Se l’ambiente crederà in me posso segnare 14 o 15 gol e portare la Reggiana in serie B»

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REGGIO EMILIA. Il primo colpo del mercato per l'attacco granata è Massimiliano Pesenti, bergamasco, 28 anni, arriva dall'Albinoleffe dove ha militato per quasi tutta la sua carriera conoscendo anche la Serie B e dove fu compagno di reparto dell'ex-granata Ruopolo. «E' stata una trattativa un po' lunga perchè dovevo venire già a gennaio però l'Albinoleffe non mi ha liberato poi a fine maggio sono cominciati i nuovi contatti che per diversi fattori si sono concretizzati adesso».

La forza fisica è la sua arma vincente?

«Calcio di destro ma è soprattutto il colpo di testa la mia peculiarità migliore. Sono il tipo di giocatore che se trova mister e compagni giusti può fare molti gol».

L'anno scorso non fu proprio così.

«Ero in un ambiente dove non volevo più stare: espulso appena rientrato da un infortunio poi con l'arrivo di Mangone ho subito litigato».

L’Albinoleffe è la società che l’ha cresciuto.

«Ma non ha mai creduto in me già da quando ero ragazzino, facendo bene nelle giovanili, senza mandarmi in giro a fare le ossa. Adesso voglio puntare alla serie B co0n Reggio».

Sarà la prima opzione d'attacco o ha paura dell'arrivo di un concorrente?

«Mai paura di nessuno perchè starà a me dimostrare quello che valgo per zittire tutti quelli che mi ritengono un giocatore finito».

Raccoglie il testimone di Ciccio Ruopolo.

«Lo conosco bene perché ero con lui all'Albinoleffe, poi sapete cosa è successo, spero di non farlo rimpiangere».

Si sente pront per coprire da solo l'attacco granata?

«In carriera ho giocato anche col 4-3-3 o col 4-4-1-1 e mi trovo bene anche da solo».

Quale bottino la gratificherebbe?

«Se arrivo ai 14-15 gol sono contento ma l'importante è portare la Reggiana il più avanti possibile».

E' pronto a giocare al cospetto di tanti tifosi?

«E' una piazza diversa da quelle tranquille che ho avuto in passato e i tifosi saranno il nostro dodicesimo uomo in campo».

Spesso viene definito idolo per i tifosi ma insopportabile per gli avversari: è corretto?

«Insopportabile a volte anche per i miei compagni in campo - ma fuori amico di tutti - perché do sempre tutto e vorrei che facessero così anche loro. Mi piace stuzzicare gli avversari nel contatto fisico e più si arrabbiano più mi "gaso" e magari gli faccio pure gol».

Nella mente dei tifosi c'è però il suo gesto al termine di Reggiana-Albinoleffe.

«Quel "casino" nacque con Ienca ma ci tengo a precisare che il dito medio non era riferito ai tifosi della Reggiana».

Conosce alcuni dei suoi nuovi compagni?

«Angiulli, avendolo incontrato per le vie di Milano, ma calcisticamente nessuno».

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