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L’ESPERTO / SACRIPANTI

«Pietro è un combattente può fare canestro in mille modi»

di Riccardo Bellelli
«Pietro è un combattente può fare canestro in mille modi»

REGGIO EMILIA. Pino Sacripanti, coach della Vitasnella Cantù , attualmente impegnato con la nazionale nei campionati europei giovanili Uunder 20 non ha dubbi sugli ultimi acquisti della Grissin Bon....

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REGGIO EMILIA. Pino Sacripanti, coach della Vitasnella Cantù , attualmente impegnato con la nazionale nei campionati europei giovanili Uunder 20 non ha dubbi sugli ultimi acquisti della Grissin Bon. Lui Stefano Gentile e Pietro Aradori li conosce bene, da tanti anni, avendoli allenati sia nella nazionale Under 20 che nella sua squadra di club.

A entrambi è molto affezionato e sicuramente sarà dispiaciuto di non poter aver ancora Gentile nel suo roster: «Sono ragazzi solari, a cui voglio molto bene. E' gente a cui piace la sfida e la competizione».

Due caratteri forti, ma che garantiscono intensità e grande impegno.

Aradori lo ha perso a causa delle sirene arrivate da oltre confine ma la sua stima in lui è immutata.

La fase offensiva è la principale arma secondo il suo ex coach: «Può far canestro in mille modi. A lui piace ancora l'aspetto ludico del basket, si diverte a giocare ed uno che vuole stare in campo a combattere».

Una caratteristica che potrebbe tornare utile a Menetti è anche la sua capacità di coprire due ruoli: «Sa giocare sia da guardia che da ala, è duttile e può essere una prima punta».

Pochi dubbi anche sul suo ambientamento: «E' un ragazzo che si ambienta rapidamente. Ha l'età e la maturità per misurarsi ad alto livello dando il meglio di sé. In un ambiente come Reggio può fare bene».

Ottimo giudizio anche su Gentile che Sacripanti ha allenato sia a Cantù che a Caserta.

Per lui la Grissin Bon si è assicurata per il dopo Cinciarini uno dei migliori giocatori possibili nel ruolo: «E' bravo nell' uno contro uno, per me è tra i migliori play italiani in circolazione. Sa difendere bene ed è dotato di un tiro da tre importante».

Dal punto di vista della dedizione al lavoro sembra il classico giocatore che piace a tutti i coach: «E' migliorato molto negli ultimi anni grazie alla grande dedizione al lavoro e alla sua tenacia. Ha voglia di mettersi in competizione e anche per lui dico la stessa cosa che ho detto per Aradori. Reggio è una piazza in cui può emergere e trovare gli stimoli giusti per fare grandi cose».

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