Andreoni ha ammesso la sua colpa
Il terzino è stato ascoltato il 2 luglio e ora attende la squalifica
REGGIO EMILIA. Cristian Andreoni è in attesa di sapere l’entità della squalifica per doping. Dopo che le contro analisi del 16 giugno che hanno confermato la positività, il terzino granata è stato ascoltato il 2 luglio dall’apposita commissione. Il giocatore ha ammesso la responsabilità, vale a dire di aver assunto questa sostanza (Arimistane-Arimistane Metabolita ) attraverso delle pastiglie che aveva ordinato via internet a una casa farmaceutica straniera. Andreoni nell’email d’acquisto aveva specificato che non dovevano contenere sostanze dopanti. Alla sua sottolineatura ha ricevuto un’email di conferma che nelle pastiglie non vi erano sostanze che potevano in qualche modo essere ricondotte al doping.
Per questo motivo Andreoni si è convinto di assumere queste pastiglie. Alla commissione ha presentato questi documenti per attestare la sua buona fede, pur ammettendo la responsabilità. Un eccesso di leggerezza come hanno rimarcato anche in seno alla Reggiana.
E’ bene sottolineare che si tratta del primo caso in Italia di positività al doping per questa sostanza che serve «a bloccare l'effetto antiestrogeno di un enzima sul testosterone – ha rimarcato il dottor D’Ottavio – all'attivazione di questa sostanza che porta alla riduzione del grasso, all'aumento della massa muscolare, in alcuni casi a migliorare il recupero dopo uno sforzo ed ad aumentare la resistenza. Si tratta, in parole povere, di un anabolizzante, un integratore usato soprattutto dai culturisti». Dai due anni di squalifica comminati a Fabio Concas ai quaranta giorni a Giammario Piscitelli. E' la forbice delle sanzioni comminate quest'anno per doping a calciatori. La Reggiana, che non ha sospeso il contratto al giocatore, spera in una squalifica di sei mesi per riavere Andreoni a gennaio.
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